Un medico in famiglia [Stagione 8] posted by on 28 febbraio 2013

Dal 3 marzo su Rai 1

Commedia, drammatico

Titolo originale: Un medico in famiglia

Paese: Italia

Anno: 1998 –  in produzione

Produzione: Publispei per Rai Fiction

Stagioni: 8

Episodi totali: 234 ( 54+26+26+26+26+26+26+26)

Durata: 50-60 min (episodio)

Creata da: Carlo Bixio

Regia di Elisabetta Marchetti

Cast: Lino Banfi, Giulio Scarpati, Margot Sikabonyi, Francesca Cavallin, Emanuela Grimalda, Paolo Conticini. Tra gli interpreti anche Beatrice Fazi, Gabriele Cirilli, Paolo Sassanelli, Giorgio Marchesi, Eleonora Cadeddu, Michael Cadeddu, Alessandro Tersigni, Rosanna Banfi, Chiara Gensini, Alessandro D’Ambrosi, Federica Cifola, Monica Vallerini, Domiziana Giovinazzo, Yana Mosiychuk, Gabriele Paolino e con al partecipazione di Milena Vukotic e la partecipazione straordinaria di Albano Carrisi

In onda su RAI 1 dalle ore 21,30 alle ore 23,30

 

Un medico in famiglia è una serie televisiva italiana trasmessa su Rai 1 dal 1998, basata sul format spagnolo della fiction Médico de familia.

La fiction più popolare di Rai 1 torna alle ore 21,30 con l’ottava stagione: dal 3 marzo vedremo 13 nuovi episodi (gli altri 13 non hanno ancora una data)

TRAMA: Narra le vicende della famiglia Martini che, nel corso di ogni puntata, deve superare difficoltà e regala momenti di comicità. La famiglia è composta: il medico vedovo con tre figli, suo padre, sua cognata, la colf, un suo amico ed i dipendenti dell’ospedale.

1998: La famiglia Martini (il medico Lele, suo padre Libero ed i tre figli Maria, Ciccio ed Annuccia), si stabilisce a Poggio Fiorito, un piccolo borgo di Roma. . L’acquisto della casa in questione era stata l’ultima cosa che Lele e sua moglie desideravano fare.

Per i ragazzi la nuova vita a Poggio Fiorito non è facile: tutti sono scontenti di avere lasciato i loro amici e l’idea di cambiare scuola non li alletta; soprattutto Maria è contraria, e soffre molto per il cambiamento fino a quando non conosce Reby, che diventerà la sua migliore amica. I Martini assumono anche una colf, Cettina Gargiulo, e accolgono Alberto, figlio della sorella di Lele, Nilde, per dargli quella serenità che a casa gli era venuta meno a causa dei continui litigi dei genitori.

 

COSA SUCCEDERA’: Lele e Bianca aspettano un bambino. Torna Nonno Libero Martini (Lino Banfi); nella settima stagione nonno Libero è stato assente, trasferito per fiction in America (e già nella sesta si era visto poco).  Ora ritorna per il matrimonio della nipote Maria (Margot Sikabonyi) con Marco (Giorgio Marchesi). Ma per le nozze di Maria, (vedova dell’amato Guido interpretato da Pietro Sermonti) bisogna aspettare: il «Sì» si allontana. Anche se Al Bano, irrompe nella fiction (solo nella prima puntata) e interpreta se stesso, pronto a cantare per i promessi sposi.

Ma Al Bano non è l’unica new entry: arrivano pure l’attore americano Daniel Mc Vicar e Catherine Spaak, nel ruolo della mamma di Bianca (Francesca Cavallin): insieme, mamma e figlia faranno scintille in un programma tv sui dolci.

 

CURIOSITA’:

Un medico in famiglia ha ottenuto fin dalla prima stagione un enorme successo pubblico; finora ne sono state realizzate sette stagioni, tutte trasmesse su Rai Uno.

Un episodio ha una durata compresa tra i 50 e i 60 minuti; in prima visione vengono solitamente trasmessi due episodi alla volta in prima serata. Ufficialmente, il titolo di questa fiction è sempre rimasto Un medico in famiglia e non è mai stato aggiunto un numero per contraddistinguerne la stagione

La serie italiana e la serie spagnola hanno in comune la composizione della famiglia: il medico vedovo con tre figli, suo padre, sua cognata, la colf, un suo amico ed i dipendenti dell’ospedale. Tuttavia, le trame sono differenti soprattutto poi negli sviluppi che le due serie hanno avuto, drammatica l’originale, più spensierata quella italiana. Giulio Scarpati, protagonista della versione italiana, ha inoltre preso parte ad una puntata della serie spagnola.

 

Gamma Optimus rinnovata ecco i modelli per ogni esigenza. posted by on 28 febbraio 2013

Gamma Optimus rinnovata ecco i modelli per ogni esigenza, tra cui il

prodotto di punta con processore a 1,7 GHz e schermo da 5,5 pollici.

 

Al Mobile World Congress di Barcellona LG ha presentato la rinnovata gamma di smartphone Optimus, introducendo finalmente anche in Europa alcuni modelli che finora erano disponibili unicamente in Corea.

Il primo modello è l’Optimus G Pro, di cui si parla da qualche tempo e che rappresenta il meglio che la gamma Optimus abbia da offrire.

Basato sul potente processore quad core Qualcomm Snapdragon 600 a 1,7 GHz, monta 2 Gbyte di RAM e offre uno schermo IPS da 5,5 pollici con risoluzione Full HD; è dotato del supporto alla connettività 4G LTE.

La dotazione comprende poi 32 Gbyte di spazio interno, slot per microSD sino a 64 Gbyte, fotocamera posteriore da 13 megapixel con autofocus e flash a LED e anteriore da 2,1 megapixel. Il sistema operativo è Android 4.1.2.

L’Optimus G Pro misura 150x76x9 millimetri, pesa 160 grammi e monta una batteria da 3.140 mAh. Il lancio sul mercato è atteso per il secondo trimestre di quest’anno, anche se non è ancora chiaro se sarà in vendita anche in Italia.

La serie Optimus Vu II contiene dispositivi ibridi che offrono le funzionalità di smartphone e quelle di tablet.

Il modello Vu 2, dotato di schermo da 5 pollici in 4:3 con risoluzione di 764×1024 pixel, è disponibile in Corea dalla fine dell’anno scorso.


Optimus G

Basato su Android 4.0.4, dispone di processore dual core Qualcomm Snapdragon MSM8960 a 1,5 GHz e 2 Gbyte di RAM; supporta la connettività LTE e la fotocamera posteriore ha un sensore da 8 megapixel (1,3 megapixel quella anteriore). La batteria, non rimovibile, è da 2.150 mAh.

La serie Optimus F – il cui debutto è previste nel secondo trimestre di quest’anno – è costituita dagli smartphone Optimus F5 e Optimus F7, entrambi dotati del supporto alla connettività LTE.

L’Optimus F5 si basa su processore dual core a 1,3 GHz con 1 Gbyte di RAM; internamente dispone di 8 Gbyte di spazio (espandibile tramite microSD), mentre il sistema operativo è Android 4.1.2.

Lo schermo ha una diagonale da 4,3 pollici e offre una risoluzione di 540×960 pixel; la fotocamera posteriore ha un sensore da 5 megapixel, mentre quella anteriore arriva a 1,3 megapixel. La batteria è da 2.150 mAh.


Optimus F5

L’Optimus F7 aumenta la frequenza del processore a 1,5 GHz e raddoppia la RAM, mentre lo spazio interno resta di 8 Gbyte (sempre espandibili). Anche il sensore della fotocamera posteriore ha una risoluzione migliore, arrivando a 8 megapixel.

Lo schermo è più grande: misura 4,7 pollici in diagonale e la risoluzione è pari a 720×1280 pixel. Il sistema operativo è anche in questo caso Android 4.1.2, mentre la batteria è da 2.540 mAh.

Conclude la carrellata di smartphone presentati da LG al MWV la serie Optimus LII, quella più curata dal punto di vista estetico.

I modelli che fanno parte di questa serie sono tre: Optimus L3 II, Optimus L5 II e OOptimus L7 II, tutti opzionalmente disponibili come dual SIM e dotati di Android 4.1. Il loro arrivo sul mercato è previsto a breve.

L’Optimus L3 II monta un processore Qualcomm MSM7225AB a 1 GHz con 512 Mbyte di RAM e 4 Gbyte di memoria interna; ha uno schermo da 3,2 pollici con risoluzione di 240×320 pixel, fotocamera posteriore da 3,15 megapixel e nessuna fotocamera anteriore. Supporta la connettività HSPA e ha una batteria da 1.540 mAh.

Serie Optimus L II

L’Optimus L5 II monta un processore MTK 6575 a 1 GHz con 512 Mbyte di RAM e 4 Gbyte di memoria interna; ha uno schermo da 4 pollici con risoluzione di 480×800 pixel, fotocamera posteriore da 5 megapixel e nessuna fotocamera anteriore. Supporta la connettività HSPA e ha una batteria da 1.700 mAh.

 

L’ultimo, l’Optimus L7 II, monta un processore dual core Qualcomm Snapdragon MSM825 a 1 GHz con 768 Mbyte di RAM e 4 Gbyte di memoria interna; ha uno schermo da 4,3 pollici con risoluzione di 480×800 pixel, fotocamera posteriore da 8 megapixel e fotocamera anteriore VGA. Supporta la connettività HSPA fino a 21 Mbit/s in download e 5,76 Mbit/s in upload e ha una batteria da 2.460 mAh.

Infine, da citare l’impegno messo da LG nello sviluppo del software, che si concretizza in alcune funzioni interessanti come QSlide, che offre la possibilità di gestire più applicazioni contemporaneamente sulla stessa schermata.

L’ultima versione di QSlide consente l’apertura simultanea di due applicazioni a schermo intero, di cui è possibile modificare la dimensione, la posizione e la trasparenza delle finestre, secondo necessità.

Non aprite quella porta 3D posted by on 27 febbraio 2013

Dal 28 febbraio al cinema

Horror

PAESE: Usa
ANNO: 2013
DURATA: 92 min
FORMATO: Colore 3D
REGIA: John Luessenhop
SCENEGGIATURA: Debra Sullivan, Adam Marcus
PRODUZIONE: Lionsgate, Nu Image Films
DISTRIBUZIONE: Moviemax
CAST: Scott Eastwood, Alexandra Daddario, Bill Moseley, Tania Raymonde, Richard Riehle, Shaun Sipos, Gunnar Hansen
TRAMA: Non aprite quella porta 3d prosegue la storia ormai leggendaria della famiglia Sawyer, riprendendo da dove il classico dell’horror diretto da Tobe Hooper del 1974 ci aveva lasciati: a Newt (Texas), dove per decenni erano sparite persone senza lasciare traccia. I cittadini per lungo tempo avevano sospettato che la famiglia Sawyer, proprietaria di una griglieria locale, fosse in qualche modo responsabile. I loro sospetti vennero finalmente confermati in un caldo giorno d’estate quando una giovane donna fuggì dalla casa dei Sawyer dopo i brutali assassinii dei suoi quattro amici. La voce si sparse velocemente in città ed una folla di cittadini infuriati circondò la dimora dei Sawyer, incendiandola e uccidendo fino all’ultimo membro della famiglia. O così pensavano… Si salvò solo una neonata, strappata di nascosto alla madre da uno dei giustizieri per farne dono alla moglie impossibilitata ad avere figli. Decenni più tardi, a centinaia di miglia dal massacro originale, una giovane donna di nome Heather – proprio lei, la figlioletta sopravvissuta – apprende dai genitori di non essere la loro figlia naturale, ma di essere la progenie di un branco di mostri. Heather decide comunque di andare nella natia cittadina texana, anche perché c’è di mezzo un’eredità da parte della nonna, morta da poco. Alla fine di un viaggio con il fidanzato Ryan e una coppia di amici, che la accompagnano per darle sostegno, Heather si rende conto di essere l’unica proprietaria di una sontuosa ed isolata villa vittoriana. Ma la sua nuova ricchezza ha un prezzo, un orrore che è nascosto nei sotterranei della grande casa di famiglia, dietro una porta sbarrata.

La sega elettrica più famosa della storia del cinema entra nelle sale in 3D. Ispirato all’omonimo film del 1974, quest’ultimo capitolo della saga si apre con la folla infuriata che dà fuoco all’abitazione di Leatherface, molosso armato di motosega e munito di maschera in pelle umana. La terribile famiglia di cannibali è stata sterminata dietro l’incoraggiamento del sindaco Hartman, ma dopo un periodo di calma apparente, gli omicidi ricominceranno.

Dopo gli svariati seguiti dell’originale di Tobe Hooper, nonché il remake e il suo prequel, non era facile trovare nuova linfa per una delle saghe horror più sfruttate. Per farlo, l’idea è stata quella di riallacciarsi direttamente al capostipite immaginandone una diretta continuazione che non tenesse conto di quanto accaduto nel frattempo negli altri film. Un’idea interessante concretizzata però in una semplice nuova dose delle vecchie cose: Leatherface con la motosega e sangue a volontà.

Buona visione!