Un fidanzato per mia moglie posted by on 29 aprile 2014
Dal 30 aprile al cinema   

   Commedia   

TITOLO ORIGINALE:    Un fidanzato per mia moglie
ANNO:    2014
PAESE:    Italia
DURATA:    97 min.
FORMATO:    Colore
PRIMA VISIONE:   30 aprile 2014 (Italia)
PRODUZIONE:   IBC Movie in collaborazione con Rai Cinema
DISTRIBUZIONE:     01 Distribution
REGIA:    Davide Marengo
SCENEGGIATURA:    Davide Marengo, Francesco Piccolo
CAST   Geppi Cucciari, Paolo Kessisoglu, Luca Bizzarri, Dino Abbrescia, Franz, Ale, Pia Engleberth, Corrado Fortuna, Brenda Lodigian, Daniela Tusa, Alice Mangione, Astrid Meloni


      
   Remake della commedia argentina “Un novio para mi mujer” (2008), protagonista è una coppia in crisi in cui lui tenta maldestramente di risolvere la crisi assoldando un playboy poco affidabile per aiutarlo a lasciare la moglie.   

TRAMA:   Camilla (Geppi Cucciari) lascia la sua amata Sardegna, le sue amiche e il suo lavoro di dj radiofonico e si trasferisce a Milano per sposarsi e convivere con Simone (Paolo Kessisoglu) che lavora in una concessionaria d’auto vintage. Dopo due anni di convivenza la coppia non riesce più a comunicare come prima ed entra in crisi. Simone vorrebbe riprovarci. Camilla, che nel frattempo non è riuscita ad ambientarsi nella città e si sveglia ogni giorno con una lamentela diversa, invece no. Alla vigilia dell’appuntamento in tribunale per siglare la separazione, i due decidono di recarsi da una terapeuta di coppia per valutare una possibile ricucitura. Dal loro racconto, che ricostruisce in flashback la vicenda sentimentale, emergono le ragioni, bizzarre e inaspettate, che hanno portato Camilla a non voler recuperare la relazione. E si scopre che Simone, incapace di scuotere la moglie depressa, ha finito per cedere ai consigli di Carlo (Dino Abbrescia), suo amico poco incline alla monogamia. Consigli che prevedono di adottare uno stratagemma dalla portata tragicomica: assoldare il Falco (Luca Bizzarri), un playboy ormai sul viale del tramonto, per sedurre la moglie Camilla e farsi lasciare da lei. Ma non tutto sembra andare come previsto, anzi. Il risultato? Sorprendente e burrascoso

Amore, terapia e altri disastri: questi sono alcuni degli ingredienti principali di Un fidanzato per mia moglie. Nel cast, ci sono anche Ale e Franz.       Un fidanzato per mia moglie è l’ultimo film di Davide Marengo, regista partenopeo con alle spalle una fitta esperienza in documentari, cortometraggi e videoclip musicali, attivo tanto al cinema quanto in televisione. Tra i suoi princiali lavori si ricordano il film Notturno bus e le serie televisive “Il commissario Manara” e la terza stagione di Boris.   

   Notizie, Curiosità:   

   Geppi Cucciari ha recentemente partecipato in un ruolo di supporto alla commedia Una donna per amica.   

   La coppia comica di Luca e Paolo, vista l’ultima volta sul grande schermo con il cinepanettone Colpi di Fortuna, torna a farci ridere con questa deliziosa commedia sentimentale.   

62enne convive da trent’anni con un corno sul collo posted by on 27 aprile 2014

 

SHIYAN (Hubei, Cina) – Un signore 62enne convive da trent’anni con un corno che gli cresce sul collo. Una protuberanza voluminosa che sporge ben visibile in linea perpendicolare alla nuca.
La causa dell’insolita crescita non è ancora stata accertata. Da un punto di vista medico, sono protuberanze conosciute come corni cutanei: un accumulo di cheratina concentrata, o un tipo di proteina che favorisce la crescita di capelli e unghie. Gonfiori simili solitamente compaiono in persone anziane, sopra i 55 anni, spesso causati dall’eccessiva esposizione al sole, ma difficilmente se ne vedono di dimensioni così grandi come quella del signore cinese. Comunque, i corni cutanei possono essere rimossi chirurgicamente.
Il signore, che iniziò ad accorgersi di questo corno nel 1980, commenta che per lui non rappresenta un problema, eccetto quando deve lavarsi i capelli e vestirsi. Con il trascorrere degli anni ha infatti imparato a convivere con il gonfiore (per due volte l’anno si fa aiutare da amici e conoscenti a rimpicciolirne la dimensione) e a sopportare la febbre provocata dal corno.

E per concludere una massima…

Il peso delle corna e’ il piu’ lieve che al mondo vi sia.
Lo vedono tutti, e chi l’ha in capo non lo sente.
La sedia della felicità posted by on 22 aprile 2014
Dal 24 aprile al cinema   
      Commedia   

TITOLO ORIGINALE:    La sedia della felicità
ANNO:    2014
PAESE:    Italia
DURATA:    94 min.
FORMATO:    Colore
PRIMA VISIONE:   24 aprile 2014 (Italia)
PRODUZIONE:   BI. BI. Film; in collaborazione con Rai Cinema
DISTRIBUZIONE:     01 Distribution
REGIA:    Carlo Mazzacurati
SCENEGGIATURA:    Carlo Mazzacurati, Doriana Leondeff, Marco Pettenello
CAST   Valerio Mastandrea, Isabella Ragonese, Giuseppe Battiston, Antonio Albanese, Fabrizio Bentivoglio, Silvio Orlando, Katia Ricciarelli, Raul Cremona, Milena Vukotic, Roberto Citran, Marco Marzocca, Mirko Artuso, Roberto Abbiati, Lucia Mascino, Natalino Balasso, Maria Paiato
   Tratto dall’omonimo libro scritto da Carlo Mazzacurati, Doriana Leondeff e Marco Petteniello.   

TRAMA:   Un’avvenente estetista (Isabella Ragonese), un introverso tatuatore (Valerio Mastandrea) e un bizzarro prete ‘vittima’ del videopoker (Giuseppe Battiston) si ritroveranno insieme a inseguire un misterioso tesoro nascosto in una delle sedie appartenute all’eccentrica Norma Pecche (interpretata da Katia Ricciarelli), facoltosa madre di un noto malvivente e da poco deceduta in carcere. La crisi e un senso di tragedia che aleggia attorno alle loro vite saranno dunque le ragioni che spingeranno queste tre esistenze (Bruna, Dino e Padre Weiner) similmente disperate e diversamente determinate a ‘svoltare’, a rincorrere in lungo e in largo e fin sulle Alpi la speranza di un fantomatico tesoro. Destinate nel loro viaggio a imbattersi in una congerie di personaggi stravaganti (improbabili artisti, delinquenti patentati, impensabili erotomani, anziane veggenti), il viaggio dei tre protagonisti diventerà ben presto una vera e propria lotta per la sopravvivenza (mentale ancor prima che fisica), l’obiettivo di una svolta di vita che passa attraverso il miraggio di un gruzzolo da guadagnare. Drammi personali e famigliari lasceranno così il passo alla corsa, disperata, verso una meta che apparirà sempre più irraggiungibile e proprio per questo, invece, necessario traguardo esistenziale.

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A distanza di tre mesi dalla prematura scomparsa (a soli 58 anni) del regista padovano Carlo Mazzacurati (Vesna va veloce, La giusta distanza, La passione, solo per citare alcuni dei suoi titoli più celebri), arriva al cinema La sedia della felicità, film che esce nelle sale postumo e che rappresenta in un certo senso il personale saluto di Mazzacurati all’amato mondo del cinema.      La sedia della felicità è una commedia, pura (in molte accezioni del termine), senza troppa della malinconia tipica del regista ma pienissima invece di quell’ironia dolce e distaccata di cui il padovano ha dato dimostrazione in più di un film. Ed è una commedia che, nel suo giocare con dei toni molli e fieramente anti-televisivi, nella sua energia tranquilla e, soprattutto, nel suo osare con grande libertà attraverso il nonsense, il fantastico e il surrealismo, dimostra un coraggio e un’originalità davvero non comuni e troppo poco frequenti nei film dei nostri autori.      Notizie, Curiosità:   

   Sebbene preceduto dalla triste vicenda, il film è una chiusura in bellezza della carriera del regista, autore anche della sceneggiatura insieme a Doriana Leondeff e Marco Pettenello.   

   “Da questo spunto letterario hanno tratto circa 25 film in giro per il mondo”, affermò l’autore padovano, “e tu puoi talmente metterci del tuo, perché nessuno sa che ci sono versioni precedenti.   

   Al Torino Film Festival nel novembre 2013 avvenne la preview del film   

   Il film esce in 150 copie   

   Tra i film più importanti di Mazzacurati  “La giusta distanza” (2007) e “La passione” (2010). Proprio quest’ultimo titolo lo aveva portato a stringere un legame con la Bassa Val di Cecina.   

   La pellicola è stata girata tra Casale Marittimo e Bibbona.    

   A ispirare la storia è proprio la tradizionale Via Crucis che il regista ha realizzato il venerdì santo, nel 2008 a Bibbona.