Carnevale: origini e storia posted by on 30 gennaio 2013

Pur non avendo il Carnevale nessun collegamento con la liturgia cristiana, essendo un residuo di istituzioni pagane,tradizionalmente coincide con i giorni precedenti alla Quaresima, periodo sacro di quaranta giorni, in preparazione della solennità della Pasqua. In genere viene infatti  indicato col nome Carnevale il periodo di tempo che intercorre tra il 17 Gennaio (festa di S. Antonio abate) ed il primo giorno di Quaresima. Periodo che viene festeggiato con feste mascherate, sfilate di carri allegorici e danze. In pratica, però, le principali manifestazioni si svolgono negli ultimi dieci giorni.

Nell’ Europa meridionale comincia la domenica precedente il Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima, e finisce il martedì successivo, detto martedì grasso (dall’uso di consumare un pasto a base di carne e grassi prima della dieta di magro della Quaresima). Il Carnevale nasce infatti come l’ultimo momento di festa prima del periodo di digiuno e privazioni della Quaresima, e il termine Carnevale deriva probabilmente dal latino medievale “carnem levare”, ovvero “togliere la carne” dalla dieta quotidiana, in osservanza del precetto cattolico di astenersi dal mangiare carne durante il periodo della Quaresima.

I festeggiamenti hanno origine molto remota e si ricollegano ad antichi riti pagani, in un periodo storico anteriore al Cristianesimo, dove il Carnevale era considerato una festa con forti valenze simboliche legate al mondo agricolo-pastorale. Una forma di Carnevale esisteva nella Roma pagana: erano i Saturnalia, le feste in onore del dio Saturno, durante le quali gli schiavi diventavano padroni e viceversa, mentre un “Re della Festa”, eletto dal popolo, si occupava dei giochi nelle piazze e degli spettacoli dei gladiatori. Solo in seguito all’ avvento del Cristianesimo i riti del Carnevale persero l’ originario carattere magico e rituale e rimasero semplicemente come forme di divertimento popolare.

Il Carnevale medievale, è stato definito da storici e sociologi come la “festa dei folli”; si attuavano festeggiamenti trasgressivi, baldorie senza limiti morali. Nel Cinquecento il Carnevale era una prerogativa dei soli nobili, che organizzavano spettacoli nelle sontuose sale dei palazzi rinascimentali, nei giardini principeschi e nelle regie dei magnati. In seguito nel corso del Seicento il Carnevale diventa una festa popolare, e nascono le maschere della Commedia dell’Arte, così il servo Pulcinella rappresenta Napoli, il servo Arlecchino la regione bergamasca, Pantalone la città di Venezia, Gianduia la società torinese, Meneghino la città di Milano.

“Semel in anno licet insanire”: una volta all’anno è lecito impazzire, questo antico detto rappresenta lo spirito del Carnevale. Il desiderio di far baldoria almeno una volta l’anno è sempre stato vivo nell’uomo, e così, sia pure senza gli eccessi di prima, il Carnevale si è conservato.

Da sempre è la festa dei bambini ma coinvolge anche gli adulti. Anzi, si potrebbe dire che è un modo per i grandi di ritornare bambini, allegri e spensierati. Durante la stagione del carnevale infatti la gente si prende svaghi con privati e pubblici divertimenti, costituiti da manifestazioni burlesche, scherzi, baldoria e mascherate varie.

Il “Processo del Carnevale” è tra i festeggiamenti carnevaleschi più diffusi. E’ usanza diffusa in molti paesi dell’Italia meridionale celebrare fittiziamente, l’ultima Domenica o il Martedì Grasso,  i “funerali di Carnevale”. Un fantoccio di paglia o cartone, impersonante appunto Re Carnevale, dopo aver sfilato lungo le vie del paese e dopo un testamento col quale gli si addossano tutti i mali del vecchio ciclo annuale, di solito viene messo a morte. L’uccisione può avvenire per impiccagione o decapitazione ed è il momento culminante del dramma e dei festeggiamenti, ma la forma più usuale è quella del fuoco, ovvero la messa al rogo del fantoccio di Carnevale che troviamo in tantissime località.

Carnevale si distingue, da altre forme di manifestazioni collettive, per un suo aspetto peculiare: il principio del ridere. Ridere serve ad allentare le tensioni che si accumulano nello svolgersi della vita quotidiana.

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