Cibi scaduti: fino a quando possiamo ancora consumarli? posted by on 29 settembre 2013

cestino pieno di immondizia

Qualche consiglio per evitare gli sprechi alimentari

Spesso compriamo troppo, non ci accorgiamo che gli alimenti scadono, non sono più buoni e siamo costretti a eliminarli. Ecco che il 20% della nostra spesa finisce così nella spazzatura. Ma siamo sicuri che il cibo scaduto sia da buttare? Spesso i nostri sprechi alimentari sono infatti dovuti all’eccessiva premura con cui eliminiamo i cibi scaduti o che stanno per scadere.

A differenza degli altri beni di consumo, i cibi si deteriorano più o meno rapidamente, perdendo  i loro valori nutrizionali e le loro caratteristiche organolettiche. Evitare gli sprechi alimentari è sicuramente un imperativo di tutte le famiglie italiane, oggi più che mai. Con un po’ di buon senso e qualche accortezza si possono ancora fare degli acquisti vantaggiosi e intelligenti, considerando anche la differenza di dicitura relativa alla scadenza. La normativa europea distingue tra ciò che è “da consumarsi entro il” (da adottare per tutti gli alimenti freschi e per quelli ad alta deperibilità), e ciò che è “da consumarsi preferibilmente entro” ( indica solo un termine entro il quale il prodotto, non diventa dannoso, ma perde alcune caratteristiche organolettiche).

Non c’è bisogno di grandi cambiamenti, basta cambiare alcune piccole abitudini. Ecco allora alcuni consigli da seguire per mangiare senza sprechi, ma anche senza rischi per la salute.

6 semplici regole per non sprecare troppo cibo:
  • comprare con criterio, solo quel che serve
  • cucinare con attenzione
  • utilizzare quanto basta
  • consumare gli avanzi
  • acquistare dai produttori locali
  • molti alimenti sono ancora buoni anche dopo la data di scadenza

E’ sempre buona norma controllare le scadenze e cercare di consumare tutto entro la data indicata sulla confezione. Se non si fa in tempo però bisogna aspettare a gettare via gli alimenti. Certi cibi si mantengono anche oltre la scadenza!

Per legge, la scadenza del latte avviene dopo 5 giorni dall’imbottigliamento, ma gli esperti di settore assicurano che ha una vita media di sei giorni, allungabili a nove con una buona conservazione in frigo. Lo yogurt si può mangiare anche fino a dieci giorni dopo la sua data di consumo preferibile, anche se nel frattempo avrà perso alcune qualità, avrà solo pochi fermenti lattici vivi.
Per legge la data di scadenza delle uova deve essere di 28 giorni dalla deposizione. Dopo tale limite, si possono consumare ancora per 5 o 6 giorni, non di più: il rischio di contaminazioni microbiologiche è elevato a causa della permeabilità del guscio.
La carne acquistata in macelleria dura attorno ai 3 giorni, mentre il pollo preconfezionato e sottovuoto (senza ossigeno in vaschetta) resiste sei o sette giorni nel frigorifero. Impariamo a surgelare la carne prima che scadano questi termini, così durerà fino a sei mesi.
Il pesce ha un tempo di conservazione più limitato: riposto in frigo in un contenitore profondo e dotato di coperchio, può mantenersi fino a 3 giorni, ma anche in questo caso surgelando il prodotto potremo allungare la scadenza fino a 6 mesi.
Il prosciutto cotto è più deperibile di quello crudo, che può rimanere anche tre mesi nelle vaschette sigillate. Una volta aperto, come tutti gli altri salumi, va consumato in fretta: entro 2 giorni quello cotto, entro tre quello crudo. Ma si può anche surgelare: dura fino a tre mesi.
I sughi freschi cucinati in casa – come quelli confezionati una volta aperti – si conservano in frigorifero fino a 8-10 giorni. I sughi pronti e sigillati, ben conservati, possono superare la data di scadenza di 1-2 mesi. Basta verificare che colore, odore e sapore siano inalterati.
La pasta secca ha una scadenza piuttosto lunga: da 18 a 24 mesi. Se sigillata e conservata in un luogo adatto può essere consumata tranquillamente anche 2 o 3 mesi dopo.
Sott’oli e sottaceti in vetro scadono dopo 3 anni, quelli nella plastica dopo uno. I margini di tolleranza dopo la scadenza sono più lunghi per quelli in vetro, ancora buoni dopo un paio di mesi, più brevi per i secondi. Anche il tonno si può consumare qualche mese dopo la data indicata.
I condimenti se contengono uova (come la maionese o la salsa tonnata) scadono prima, altrimenti i tempi si allungano molto. Ketchup e senape resistono fino a 3 anni, mentre quelle contenenti uova solo 6 mesi ed è meglio non consumarle oltre la data di scadenza.
Generalmente i biscotti hanno scadenza annuale, ma possono essere consumati anche in seguito fino a qualche mese dopo la data indicata, al massimo avranno perso la fragranza.
Le confetture invece, se realizzate con zucchero e frutta in parti uguali, si conservano chiuse per più di un anno e si possono consumare anche diversi mesi oltre la data di scadenza, sia che siano prodotte industrialmente, sia che siano fatte in casa.
L’assenza della data di scadenza sulle singole confezioni di gelato acquistate nei bar è dibattuta da tempo. Quelli da supermercato, invece, riportano tale limite, che può anche essere superato di settimane senza alterazioni della consistenza. Anche quando si formano cristalli di ghiaccio per una conservazione poco attenta, comunque, il consumo del gelato (anche artigianale) non comporta rischi per la salute.
Le bevande, in particolare i succhi di frutta, sono buoni fino a 6 mesi dopo.
Per l’olio c’è tempo ancora un anno dopo che sono trascorsi 18 mesi dall’imbottigliamento.

Al di là di tutti questi dati e queste cifre, per decidere se mangiare o meno un alimento è importante verificare che:
a) sia stato conservato correttamente (per gli alimenti freschi è proprio la legge che impone di indicare le modalità di conservazione);
b) se aperto: abbia un “bel colorito” e non presenti muffe;
c) se ancora sigillato: la confezione non presenti strani odori o rigonfiamenti.
Bisogna ricordare, infine, di fare maggiore attenzione nei mesi estivi: col caldo i prodotti possono deperire più velocemente, quindi il consiglio è quello di anticiparne il consumo il più possibile, senza aspettare la data di scadenza.
 

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