Dipendenza dal porno: è soltanto un’invenzione? posted by on 6 marzo 2014
 


Secondo uno studio pubblicato sul Current Sexual Health Reports, la dipendenza dal porno non esiste. È un’invenzione di psicologi e giornalisti. La ricerca ha dimostrato che attualmente non esistono caratteristiche specifiche, sintomi classificabili o dati scientifici che supportino la teoria che la cosiddetta porno-addiction sia una vera e propria malattia. Quindi non ci sarebbe un modo per definire in maniera chiara una specie di sottomissione ad immagini e contenuti pornografici e, di conseguenza, tale patologia non esiste.

Il dottor David Ley, psicologo clinico e direttore di un programma di salute comportamentale, ha riscontrato che, nonostante la dipendenza da pornografia non sia stata inclusa nell’ultimo Diagnostic and Statistical Manual a causa della mancanza di prove scientifiche, il 37% degli articoli di ricerca sul genere definisce l’uso del porno come una vera ossessione, mentre in un altro 27% dei casi non si stabilisce una diretta correlazione tra pornografia e dipendenza.
Al contrario, la ricerca condotta dalla New Mexico Solutions sostiene che le persone, in realtà, trovano nel materiale pornografico utili valvole di sfogo di tensioni di altra e personale natura. Secondo Ley il porno può aumentare e migliorare l’atteggiamento verso la sessualità oltre al miglioramento della qualità della vita e del piacere nelle relazioni a lungo termine, perché il porno sfoga i desideri repressi e diminuisce i reati sessuali.

Tuttavia queste conclusioni vengono contestate da Paula Hall, psicoterapeuta sessuale esperta di relazioni a dipendenza da sesso, nonché presidente dell’Associazione per il trattamento della dipendenza del sesso e compulsività, secondo cui la dipendenza della pornografia devasta non solo la vita della persona che la subisce ma anche l’esistenza di coloro che la circondano. Influenza gli impatti relazionali, la vita sociale, il lavoro, gli studi e la sfera finanziaria, visto che spesso la persona in questione paga per vedere certi contenuti. Per cui è ridicolo affermare che questo problema non esiste.

 

Trasforma le ceneri del figlio in diamanti posted by on 4 marzo 2014

Trasforma le ceneri del figlio in diamanti

Sicuramente dai diamanti non nasce niente, ma dalle ceneri di un defunto possono nascere diamanti. La parafrasi di un verso della canzone “Via del Campo” di De Andrè può raccontare la scelta di un padre di Conegliano, in provincia di Treviso. L’uomo ha mandato in Svizzera il corpo cremato del figlio 20enne, defunto anni fa in un incidente automobilistico, per poi vederselo restituire, dopo otto mesi, sotto forma di diamante. Il caso, il primo in Veneto, è frutto di un business sempre più avviato. Nel Paese elvetico, infatti, e precisamente a Coira, ha sede l’azienda che ha l’esclusiva mondiale della produzione di diamanti dalle salme dei morti. E in Italia esiste un’agenzia romana, la Algordanza, che è una filiale della casa madre. In Svizzera i corpi, muniti di appositi passaporto mortuario, vengono fisicamente portati per lo svolgimento delle operazioni. Che consentono, attraverso un preciso procedimento chimico, di ottenere della grafite di carbonio dalla cremazione delle salme. Quindi la grafite, a determinate temperature, viene pressata e, con la fusione di atomo su atomo, diventa una pietra preziosa con diverse sfumature di blu.

Trasformare le ceneri in diamanti è una pratica nata a livello mondiale nel 2004. In Italia è arrivata soltanto nel 2009. I numeri sono ancora ridotti. Nel Bel Paese, dove ci sono ancora delle ritrosie culturali e religiose, si contano circa dieci casi all’anno. La maggior parte arriva da Lazio, Lombardia, Piemonte, Liguria e Toscana. Mentre in Svizzera le pietre preziose ottenute dai cari defunti sono, in generale, mille in un anno. Nella speciale classifica delle richieste il Giappone è in prima fila. In Europa, invece, a parte la Svizzera, c’è un discreto mercato in Germania, Austria e Spagna. L’interesse intorno alla tematica è, comuque, crescente. Avere un diamante che dia veramente il senso dell’eternità, non soltanto come slogan pubblicitario, ha sicuramente un fascino a prova di tempo. Ma non è per tutte le tasche. Il prezzo di questa particolare trasformazione delle ceneri, infatti, varia tra i 3500 euro per un diamante di un quarto di carato ai 13 mila euro per uno di un carato.

 

21enne accoltella il fidanzato: “Non mi chiamava almeno ogni 2 ore posted by on 1 marzo 2014

Una ragazza accoltella il fidanzato perché egli non la chiamava regolarmente. Quando l’eccessiva gelosia porta a fare dei gesti folli e impensabili.

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LONDRA – Una 21enne londinese ha compiuto un gesto di gelosia estremo. La ragazza ha accoltellato il fidanzato perchè egli non la chiamava regolarmente. Il gesto folle è accaduto a Londra.

Il ragazzo era uscito con i suoi amici e aveva acconsentito di chiamare la propria fidanzata ogni due ore per dimostrarle che non si trovava in presenza di altre ragazze . Dopo essere uscito, il ragazzo si è reso conto di non aver soldi nel telefono e quindi non ha potuto mantenere la promessa che aveva fatto alla ragazza.
Quando è tornato a casa i due hanno hanno iniziato a litigare e la donna lo ha ferito con un coltello recidendogli l’arteria femirale. Dopo aver colpito il suo ragazzo, la giovane non ha chiamato i soccorsi ma si è fumata una sigaretta.

ll giovane è sopravvissuto, ma riporta delle conseguenze come una una brutta ferita e un’amnesia che gli ha fatto dimenticare completamente ciò che è successo. La ragazza ha raccontato alle forze dell’ordine che il fidanzato era già tornato a casa in quelle condizioni dopo una rissa.

Dopo lunghe ore di interrogatorio ha ammesso la sua colpevolezza. Il ragazzo ha dichiarato che ultimamente la fidanzata era solita fare scenate di gelosia ma non si aspettava un gesto folle del genere.