Ricette di Natale (carne e verdure) posted by on 16 dicembre 2013

Il Natale è alle porte e per chi deve preparare il cenone della Vigilia o il pranzo di Natale servono idee per il menù…

Qui vi propongo alcune ricette (prese da internet) per aiutarvi con le idee:

 

– Antipasti –

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Soufflé con patate, scamorza e pancetta affumicata

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Ingredienti

Uova 4
Patate 2
Pancetta affumicata 150 g
Scamorza affumicata 100 g
Parmigiano 50 g
Besciamella

Lessate 2 patate di media grandezza sbucciate, tagliate a pezzi e una volta tenere schiacciatele con l’apposito attrezzo.

Tagliate a dadini una fetta alta di pancetta affumicata da 150 g circa.
Grattugiate 100 g di scamorza affumicata poi tagliuzzate con la forbice qualche filo di erba cipollina.

Preparate la besciamella classica con le dosi di 50 g di burro, 50 g di farina 00 e 1/2 litro di latte, oppure acquistatela già pronta, unite le patate, 50 g di grana, la pancetta, la scamorza e per ultimo l’erba cipollina.
Unite i tuorli incorporandoli uno alla volta e gli albumi montati a neve fermissima.

Versate l’impasto negli stampini individuali ben imburrati e passati nel grana.

Infornate a 185° C per 15-20 minuti fino a doratura. Servite immediatamente.

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Antipasto all’italiana

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Ingredienti 6 persone

Pasta per pizza 600 g
Pecorino q.b.
Culatello di zibello q.b.
Bresaola di cinghiale q.b.
Confettura di fichi q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.

Ricavate dalla pasta per pizza tante pallottole poco più grandi di una noce. Scaldate l’olio e friggeteci le pallottole poche per volta. Man mano che sono pronte, scolatele su un foglio di carta assorbente da cucina per eliminare il grasso in eccesso.

Raccogliete le pallottole in un contenitore foderato con carta paglia.

Distribuite gli affettati in bella vista su un vassoio o un tagliere. Aggiungete il pecorino, tagliato a cubetti grossi e mettete a disposizione degli ospiti con una ciotolina di confettura di fichi, per accompagnare il formaggio.

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– Primi Piatti –

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Cannelloni ricotta e spinaci

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Ingredienti:

12 sfoglie di pasta all’uovo da cm 12×15 cad
400 gr di ricotta mista
100 gr di spinaci al burro
1/2 bicchiere di parmigiano
2 tuorli di uovo

Per la copertura:
3 mestoli di salsa al pomodoro
3 mestoli di besciamella
1/2 bicchiere di parmigiano

Unire in una boule ricotta, spinaci ripassati con il burro, noce moscata e parmigiano e i tuorli

Riempire le sfoglie di pasta lessate e freddate, formare dei cannoli

Adagiare la besciamella sul fondo della pirofila, inserire i cannelloni, ricoprire con besciamella, salsa di pomodoro  e parmigiano

Infornare per 25-30 minuti a 170-180°

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Lasagna affumicata con broccolo romano e formaggi freschi

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Ingredienti Per 4 persone

Pasta fresca sottile per lasagne 1 confezione
Broccolo romanesco 1
Cipolla tritata 1 cucchiaio
mascarpone 100 g
ricotta 200 g
Burrata tritata 100 g
Grana padano grattugiato 40 g
Provola affumicata tritata 100 g
Olio extra vergine di oliva qb
sale qb

Lavate il broccolo, tagliatelo, poi lessatelo in acqua salata. Per evitare il cattivo odore bastarà aggiungere una fetta di limone nell’acqua.

In una casseruola fate stufare la cipolla con un filo d’olio e un mestolino d’acqua, dopo 2 minuti unite il broccolo, lasciate insaporire, ridurre l’acqua, poi spegnete il fuoco e lasciate intiepidire.

In una ciotola lavorate il mascarpone con la ricotta e la burrata.

Lessate 3 fogli di pasta fresca, scolatela e foderate con uno strato di pasta il fondo di una teglia imburrata.

Formate un primo strato di crema al formaggio, uno di broccoli tritati, uno di provola affumicata, ricoprite con altra pasta e ripetete l’operazione ancora per 3 volte lessando di volta in volta la pasta.

Terminate il quarto strato con la pasta, pennellatela d’olio, distribuite il grana e riponete le lasagnette in frigorifero per 2 ore circa.

Togliete la teglia dal frigorifero, tagliate le porzioni con un coltello seghettato poi sistematele su di una teglia foderata con carta da forno e infornate a 170° per 15-20 minuti fino a doratura.

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– Secondi Piatti –

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Tasca ripiena con salsiccia, mele, castagne e prugne

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Ingredienti

Tasca di vitello 1
Salsiccia fresca 1
Mollica di panino ammollato nel latte 1
Uovo 1
Parmigiano grattugiato 150 g
Scalogni 4
Noce di burro 1
Marsala 1 bicchierino
Mela renetta 1
Castagne cotte 100 g
Prugne secche 80 g
Burro 1
Olio extra vergine di oliva 2 cucchiai
Salvia 1
Rosmarino 1
Sale q.b.
Pepe q.b.

Pelate gli scalogni, tagliateli a fettine e fateli stufare con una noce di burro. Salateli e sfumate con il marsala.

In una terrina raccogliete la salsiccia con le uova, la mollica del panino, 1 uovo intero, il parmigiano grattugiato e gli scalogni glassati nel marsala.

Regolate di sale e pepe, fate cuocere una polpetta dell’impasto e tastatene il sapore, ricordate che la frutta addolcisce la farcia.

Unite la frutta tagliata a pezzetti, prendete la tasca di vitello, già tagliata dal vostro macellaio se non sapete farlo, salatela e pepatela e riempitela con l’impasto. Chiudete i lembi e cuciteli con ago e filo.

Legate il tutto con dello spago da cucina e rosolate in una casseruola lunga e stretta, con una noce di burro e poco olio, gli aromi e il sale.

Sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco secco e infornate a 170° C per 1 ora circa, avendo cura di rigirarlo dopo 30 minuti e di controllare che l’intingolo non bruci e aggiungendo di tanto in tanto del brodo se necessario.

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Parmigiana di patate con provolone dolce

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Ingredienti 4 persone

Patate grandi 3
Zucchine 2
pomodorini 200 g
Provolone dolce 1 pezzo
Timo 3 rametti
Olio extravergine d’oliva qb
sale e pepe qb

Lavate le patate con la buccia e con una mandolina tagliatele a fette sottili.

Scottate le fette in abbondante acqua salata, scolatele e stendetele su di una teglia ricoperta con della carta da forno e unta d’olio.

Salate le patate, ungetele ancora e mettetele in forno a 200° fino a che siano dorate.

Tagliate le zucchine a rondelle oblique e fatele saltare in una padella con un filo d’olio e un pizzico di sale mantenendole al dente.

Tagliate i pomodorini a metà e fateli saltare con l’olio, un pizzico di sale e le foglioline del timo.

Una volta pronte le verdure procedete a montare la parmigiana individuale in un piatto alternando fette di patata con le zucchine, i pomodorini e il provolone grattugiato grossolanamente. Procedete fino alla fine degli ingredienti.

Infornate per 5 minuti a 200°. Servite subito.

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Filetto di manzo in crosta alla Wellington

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Ingredienti:

800 g filetto di manzo in un solo pezzo

300 g funghi freschi

3 scalogni

100 g di pancetta

10 foglie di alloro

prezzemolo tritato q.b.

vino rosso di corpo q.b.

100 g paté di fegato di buona qualità

1 rotolo di pasta sfoglia

1 uovo intero

farina 00 q.b.

40 g di burro

4 cucchiai di olio extravergine di oliva

sale e pepe q.b.

 

Steccate la carne con la pancetta, gli scalogni ed il prezzemolo tritati, praticando qua e là delle incisioni con un coltellino appuntito

Disponete sulla carne le foglie di alloro e legatela con dello spago da cucina. Rosolate la carne con 20 g di burro e l’olio extravergine, bagnate con il vino e fate evaporare a fuoco vivace, avendo cura di girare la carne da tutti i lati. Una volta ben rosolata tenetela da parte a raffreddare.

Nel frattempo in un’altra padella saltate i funghi, precedentemente puliti, con il burro e l’olio rimasti, salate e tenete da parte.

Spalmate il filetto con il patè e ricopritelo con i funghi, distribuendoli bene su tutta la superficie. Srotolate la sfoglia su di un piano infarinato e stendetela sottile con il matterello, appoggiatevi al centro il filetto, ripiegate sulla carne i lembi di sfoglia in modo da avvolgerla e sigillate per bene i bordi

Con i ritagli della pasta sfoglia formate delle strisce e decorate il filetto.

Con dei fogli di alluminio formate due piccoli camini, praticate due fori nella sfoglia e introducetevi i due camini di alluminio, in modo tale che il vapore che si formerà all’interno del nostro “cartoccio” di sfoglia possa uscire durante la cottura e non vada a bagnare la pasta.Spennellate con l’uovo sbattuto con poco latte e fate cuocere su di una placca in forno già caldo a 200° per 30 minuti.

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– Contorni –

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Patate pasticciate

Patate pasticciate con bacon

 

Ingredienti:

500 g di patate

1 melanzana grande

1 cipolla

prezzemolo 

30 g di pancetta

100 gr di Groviera (formaggio con i buchi)

olio

sale

pepe

Lavate, mondate e sbucciate le melanzane, quindi tagliatele a fette; salatele e lasciatele su un tagliere inclinato a perdere l’acqua di vegetazione.

Lavate e pelate le patate, poi mettetele in una pentola coperte di acqua salata, portate a ebollizione e fate cuocere per 15 minuti circa.  Scolate le patate e affettatele.

Tritate finemente la cipolla, tagliate a dadini la pancetta, mettete i 2 ingredienti in una padella antiaderente senza aggiungere grassi e fateli soffriggere su fuoco moderato.

Ungete di olio una pirofila, fate uno strato di patate e uno di melanzane quindi cospargete di soffritto, Groviera grattugiato e prezzemolo tritato. Dopodiche ricominciate con uno strato di patate fino a esaurimento degli ingredienti, terminando con il soffritto e il Groviera.

Coprite la teglia con un foglio di alluminio e mettete in forno gia caldo a 180° per 25 minuti. Eliminate l’alluminio e continuate la cottura ancora per 10 minuti, fino a che si sara formata una leggera crosticina dorata. Sfornate, lasciate intiepidire leggermente e servite.

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Carpaccio di zucchine

Carpaccio di zucchine

Ingredienti


Zucchine 2

1  limone

sale q.b

olio extravergine di oliva

scaglie di parmigiano

Lavate, asciugate e spuntate le zucchine.

Affettatele a fette sottilissime con tutta la buccia e disponetele a strato unico in un vassoio d’acciao.

Irrorate le zucchine con il succo del limone e salate leggermente.

Lasciate macerare per un’oretta.

Fate colare il succo di limone, aggiungete un filo d’olio e scaglie di parmigiano.

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Finocchi gratinati

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Ingredienti per 4 persone:

2 finocchi
200 ml di besciamella
25 gr di parmigiano
4 noci
sale
pepe
burro

Pulire i finocchi eliminando la parte esterna più dura e il gambo. Tagliare in 4 parti e sciacquare sotto l’acqua corrente.

Cuocere i finocchi in acqua bollente per dieci minuti.

Scolare, imburrare una pirofila da forno e poggiare i finocchi sulla base sovrapponendoli leggermente l’un l’altro.

Ricoprire con i gherigli di noce tritati grossolanamente, sale e pepe.

Ricoprire il tutto con besciamella e parmigiani grattugiato ed infornare a 180 gradi. Cuocere i finocchi gratinati per 20 minuti circa.

Lasciar intiepidire e servire

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Ratatouille di verdure al forno

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Ingredienti

– 1 melanzana
– 2 zucchine
– 4 peperoni
– 5 pomodori
– 2 cipolle
– 3 spicchi di aglio
– 3 cucchiai di olio di oliva
timo e alloro

Cominciate dalla preparazione della salsa con cui rivestirete il fondo della teglia: fate rosolare in una padella 3 pomodori maturi con 2 peperoni, una cipolla tritati finemente e lasciateli cucinare fino a quando otterrete una salsa densa.

Tagliate a fettine sottili con un mandolino le restanti verdure: su una teglia cospargete il fondo con la salsa di pomodori e peperoni che avete fatto e disponetevi sopra le verdure a spirale: salate, pepate e aggiungete un trito di timo e rosmarino.

Condite con un filo di olio e rivestite la pirofila con un foglio di carta stagnola: infornate a 150 gradi per 1 ora.

Togliete quindi la stagnola e infornate per altri 30 minutidivisori1bvulcanochimico

– Dolci/Dessert –

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Tiramisù al panettone

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Ingredienti 6 persone

Panettone 400 g

Mascarpone 500 g

Rum 1

Zucchero 120 g

Uova 6

Panna da montare 100 g

Caffè 3

Cacao amaro in polvere q.b.

Cioccolato amaro 200 g

Rompete le uova e separate i tuorli dagli albumi. Raccogliete i primi in una ciotola, unite metà dello zucchero e montate con  una frusta fino a ottenere un composto chiaro e cremoso.

Lavorate il mascarpone con una frusta in un’altra ciotola per ridurlo in crema. Quindi, sempre lavorando incorporate i tuorli sbattuti. Montate a neve gli albumi, unite lo zucchero rimasto e lavorate ancora. Aggiungete il tutto al composto di mascarpone e lavorate per ottenere un composto omogeneo.

Tagliate a dadini il panettone, privato della crosta, raccogliete i dadini in una ciotola e bagnateli con il caffè e il rum (facendo attenzione a non inzupparli in modo eccessivo). Distribuite uno strato di panettone nei bicchierini individuali, facendo in modo di compattarlo. Coprite con uno strato di crema al mascarpone, livellatelo e spolverizzate con zucchero a velo.

Ripetete la sequenza degli strati terminando con la crema e il cacao, decorate con il cioccolato amaro fatto a scagliette e mettete in frigorifero fino al momento di servire.

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Pavlova di Natale

Pavlova di Natale speziata

La Pavlova è una torta della Nuova Zelanda e dell’Australia. La torta si realizza semplicemente usando la meringa come base, disponendole sopra uno strato di crema o panna, e ricoprendo tutto con pezzi di frutta.,E’ un dolce molto appariscente consigliato soprattutto per le grandi occasioni. Gli ingredienti possono variare in base ai gusti personali e alla stagione.

 

Ingredienti:

Per la meringa:

78g di albumi a temperatura ambiente
77g di zucchero semolato
77g di zucchero a velo setacciato
1/2 cucchiaino di aceto
1/2 cucchiaino di amido di mais
1/2 cucchiaino di cannella

Per la mousse di ricotta:

50g di ricotta
20g cucchiai di panna montata
1 cucchiaio di zucchero a velo
1 cucchiaino di miscela di spezie per pain d’epice
100g di Panna montata
10g di Zucchero a velo
Chicchi di Melograno

Per prima cosa preparate la meringa. Preriscaldate il forno a 110°, meglio ventilato.

Montate molto bene gli albumi a neve ferma, quindi unite a poco a poco lo zucchero semolato continuando a sbattere con le fruste. Quindi aggiungete lo zucchero a velo setacciato, l’amido, la cannella e l’aceto.
Montate bene con le fruste, otterrete una bella meringa lucida che si solleverà nel classici “becchi”!
Con l’aiuto di una sàc a poche, formate dei nidi di meringa sulla placca da forno. Fateli cuocere in forno ventilato per circa un’ora e mezzo. Non devono cuocere, ma asciugarsi internamente!

Quando il tempo è trascorso, lasciateli nel forno socchiuso, così si raffredderanno lentamente.

Intanto preparate la mousse di ricotta: mescolate la ricotta con lo zucchero a velo e le spezie, quindi incorporate lentamente la panna montata.
Montate bene la panna con lo zucchero, aggiungetelo secondo i vostri gusti! mettetene pochissimo, visto che la meringa e la mousse sono zuccherati.
Quando le meringhe sono ben raffreddate, versate qualche cucchiaio di mousse di ricotta e spezie al centro del nido di meringa, quindi decorate con la panna montata utilizzando una sàc a poche.

Colorate il tutto con i bellissimi chicchi  rossi di melograno!

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Crema di castagne, gianduia e panna montata

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Ingredienti

Castagne cotte 300 g
Zucchero a velo vanigliato 2 cucchiai
Panna fresca 300 g
Cioccolato gianduia 100 g
Panna fresca 55 g
Panna montata 50 g

Scaldate a fuoco dolce le castagne con lo zucchero a velo e la panna.

Versate la crema ottenuta sul fondo delle tazzine da caffè.

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato gianduia e la panna.

Mescolate e versate sulle castagne.

Riponete in frigorifero poi al momento del servizio decorate con panna montata.

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Torta al cioccolato e amarene

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Ingredienti (per 4 persone):

200 gr di cioccolata fondente
200 gr di farina 00
10 gr di lievito per dolci
250 gr di amarene
150 gr di burro
3 uova
Zucchero a velo
160 gr di zucchero di canna

 

Snocciolare una ad una le amarene dopo averle ben pulite e, dopo averle tagliate a metà, metterle in un recipiente insieme a 40 gr di zucchero a velo, lasciandone alcune da parte per guarnire il dolce alla fine.

Lasciarle così per circa 15 minuti.

Intanto fare a pezzetti la tavoletta di cioccolata fondente che andranno poi sciolti a bagnomaria in un piattino insieme al burro a pezzi.

Mentre il cioccolato e il burro si sciolgono, versare in una ciotola lo zucchero di canna insieme alle uova e ad un pizzico di sale: quindi mescolare con una frusta. Poco dopo aggiungere il lievito e la farina continuando a mescolare bene. A quel punto versare nella ciotola anche il composto a base di cioccolato fuso e burro.

Prendere infine una tortiera e, dopo averla imburrata o rivestita di carta da forno, versate il composto e mettere a cuocere in forno a 180 gradi per circa mezz’ora.

Una volta pronta, non rimane che decorare la torta al cioccolato e amarene con queste ultime tenute precedentemente da parte.

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Mince pies, i dolcetti di Babbo Natale

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Provate le mince pies con arancia e frutta secca, una ricetta di Natale di origine anglosassone che di sicuro piacerà a tutti.

Ingredienti

Per la pasta

Farina 00 150 g

Zucchero semolato 1 cucchiaio
Olio di semi di girasole 2 cucchiai
Acqua fredda q.b.

Per il ripieno

Arance 2
Zucchero semolato 150 g
Uvetta 100 g
Pinoli 100 g
Cranberries secchi 80 g
Sidro di mele 50 ml

Raccogliete nel vaso della planetaria la farina, lo zucchero e l’olio. Iniziate a lavorare l’impasto con la foglia, aggiungendo poco alla volta l’acqua, fino a ottenere un impasto sodo. Formate una palla, avvolgetela con la pellicola trasparente e fate riposare in frigorifero.

Nel frattempo sbucciate le arance e tagliatele a dadini. Raccoglietele in padella con lo zucchero, l’uvetta, ammollata nell’acqua e poi strizzata, i pinoli e i cranberries. Bagnate con il sidro e lasciate cuocere per 6-7 minuti.

Stendete la pasta con il matterello e con l’aiuto di un bicchiere o una formina ricavate dei dischetti adatti alla teglia per muffin.

Farcite le tortine con il ripieno, decorate con una stellina di pasta e fate cuocere in forno a 180° C per 25 minuti.

Spolverizzate con zucchero a velo e servite.

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Altre ricette:

Ricette di Natale

 

Dolci Natalizi

 

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Ricette di Natale posted by on 18 dicembre 2012
Ho cercato per voi alcune ricette classiche o tradizionali della cucina italiana per il Cenone o il Pranzo di Natale.

L’insalata russa è un antipasto freddo, costituito da piccoli pezzetti di verdure lessate legate insieme dalla maionese. L’insalata russa è un piatto di origine russa preparato di solito per le occasioni speciali, come il Natale, nel tempo la ricetta originale si è modificata e ne esistono diverse varianti locali. Questa prevede l’aggiunta dei sottaceti e le e le olive verdi, le verdure risultano belle croccanti e per quanto riguarda la scelta dei piselli vi consiglio i freschi o in alternatriva quelli surgelati perchè quelli già lessati sono davvero troppo morbidi e acquicci

Ingredienti per 4 persone:

250 gr di patate
100 gr di carote
100 gr di piselli
100 gr di sottaceti
50 gr di olive verdi
250 gr di maionese
1 uovo

 

Lavate e pelate le patate e le carote e tagliatele a dadini e mettete in 2 ciotoline separate,in una terza ciotolina mettete i piselli sgranati

Fate lessare separatamente le carote , le patate e i piselli in acqua bollente e salata.
Le verdure devono essere belle croccanti, io ho seguito questi tempi:le patate circa 5/7 minuti, le carote 7 minuti, i piselli 5 minuti dal momento dell’ebollizione.
Scolate per bene le verdure, mettetele in una ciotola e lasciatele raffreddare.

Nel frattempo preparate l’uovo sodo e una volta raffreddato tagliatelo a pezzetti e mettetelo da parte
Tagliate i cetriolini sott’aceto a dadini e le olive verdi private del nocciolo a pezzettini

Versare i sottaceti e le olive nella ciotola con le verdure ormai fredde, mescolate ed eventualmente, aggiustate di sale

Aggiungete ora i 2/3 della maionese e mescolate

Disporre l’insalata russa in un piatto da portata

Ricoprire con la restante maionese e decorare l’insalata russa con le fettine di uova sode e qualche oliva.
Mettere in frigo a raffreddare per almeno 1 ora prima di servire

 

 

Le acciughe al verde, in piemontese “anciove al verd”, sono un antipasto tipico del Piemonte, preparato in varie occasioni e durante i pranzi delle festività natalizie. Perfette per chi ama il pesce marinato in generale, e in particolare i sapori decisi anche a base di aglio, le acciughe al verde sapranno stupire i vostri commensali donando alla tavola un tocco di colore,  di originalità e sicuramente di gusto. E poi si sa, le acciughe o alici, sono dei pesci molto economici che  appartengono alla grande famiglia dei pesci azzurri. Grande sapore quindi e soprattutto grande beneficio per la salute.

 

Ingredienti:  (dosi per 6 persone)

 

2 etti di acciughe sotto sale
1 mazzo di prezzemolo
1 spicchio d’aglio
1 peperoncino piccante (facoltativo)
1 bicchiere di olio di oliva
1 cucchiaio di aceto
la mollica di un piccolo panino

 

Dividere in filetti le acciughe avendo cura di togliere la lisca, pulirle del sale passandole velocemente, una per una, in una bacinella con acqua e aceto, quindi asciugarle bene.
Pulire il prezzemolo, eliminare e gambi e tenere solo le foglioline.
Aprire o spicchio d’aglio, togliere “l’anima” (cioè il germoglio centrale, che lascia l’odore più persistente).
Fare un trito finissimo con il prezzemolo e l’aglio, aggiungere l’olio d’oliva, la mollica di pane intrisa nell’aceto e far amalgamare il tutto fino ad ottenere una specie di crema.
Aggiungere il peperoncino (lasciato intero).
Disporre le acciughe in un contenitore o in un piatto fondo e versarvi il bagnetto verde, facendo attenzione che ne siano interamente ricoperte.

“U Sfinciuni” è un tipico piatto palermitano, caratteristico del periodo natalizioPietanza povera, nasce dalla necessità di non presentare, per le feste, il solito Pane, ma qualcosa di diverso, in una veste intonata alla circostanza.  

A Bagheria è il tradizionale piatto principale del menù che si prepara il giorno prima di ogni festa natalizia (Immacolata, Natale, Capodanno ed Epifania). La preparazione di questi sfincioni avveniva esclusivamente in questo periodo, tranne,  quando ci si preparava per la festa del fidanzamento, il cosiddetto “appuntamientu”, che avveniva in casa della promessa sposa.

 

Per la pasta:

500 grammi di farina rimacinata (di grano duro)
500 grammi di farina 0 (ancora meglio farina manitoba)
mezzo litro di acqua tiepida
20 grammi lievito di birra
1 cucchiaio di zucchero
½ di bicchiere d’olio
20 grammi di sale

Per il condimento:

500 grammi di pomodoro pelato a pezzettoni
6 sarde salate (sciacquate dal sale oppure sarde sott’olio)
300 grammi caciocavallo fresco (da mangiare)
300 grammi caciocavallo semistagionato grattugiato a filetti
Sale q.b
Origano fresco
2 mazzetti di cipolla scalogno

Procedimento per la pasta: Mettere le farine setacciate sulla spianatoia e aggiungere il lievito sminuzzato a pezzettini con lo zucchero.
Aggiungere poca acqua tiepida, impastando con i pugni, finché il composto risulti abbastanza compatto. A questo punto cominciare ad aggiungere piccole dosi di sale sulla spianatoia assieme a poca acqua tiepida. Impastare, sempre con i pugni, aggiungendo poco per volta l’olio e rigirare la pasta su stessa fin quando non si ottiene un impasto morbido,  elastico e ben amalgamato. A questo punto si noteranno le bollicine di lievitazione. Porre l’impasto in una ciotola oliata, tagliare la superficie con due tagli incrociati ricoprire la ciotola con pellicola, metterlo in un luogo tiepido coperto con un panno di lana e lasciarlo lievitare per due ore (deve raddoppiare il volume).
Subito dopo aver riposto il composto a lievitare, preriscaldare il forno a 250/300 gradi.

Procedimento per il condimento: Mettere i pelati  in una ciotola e condirli con sale, pepe, cipolla (se usate la cipolla scalogna tagliarla a filetti, se invece usate un altro tipo di cipolla tagliarla sottilissima e metterla a bagno, per circa venti minuti, con acqua e sale, quindi strizzarla e unirla ai pelati), olio abbondante, origano e, se volete, due cucchiaini di zucchero per togliere l’acidità del pomodoro.

Oliare la teglia, spolverarla di pangrattato, stendervi la pasta (deve essere circa un centimetro d’altezza). Cospargervi sopra le sarde salate a pezzettini, il caciocavallo fresco tagliato a quadrotti (dallo spessore di circa ½ centimetro). Con un mestolo ricoprire lo sfincione con il condimento preparato precedentemente. Spolverare con il caciocavallo grattugiato e infine con il pangrattato. Pressare leggermente con un cucchiaio in modo che il pangrattato assorba l’umido del condimento (e quindi non si bruci). Irrorare  con un filo d’olio e lasciare lievitare per almeno ½ ora, quindi infornare per circa venti minuti controllando le fasi di cottura.
Servire caldo spolverando con origano fresco. È  buonissimo anche tiepido o freddo.

La minestra maritata (A’ menesta maretata) detta anche pignato grasso, è un tipico piatto di origine campana, in genere preparata secondo la più stretta tradizione napoletana per pranzi festivi quali Natale e Pasqua.

La dicitura maritata deriva dal fatto che gli ingredienti di carne e verdura, si “maritano” partecipando insieme alla minestra. La ricetta nel corso degli anni è stata notevolmente rimaneggiata eliminando o modificandone gli ingredienti che sono sempre più rari da reperire in commercio. Durante le festività tradizionali, tuttavia, nei mercatini rionali di Napoli ancora si possono acquistare le verdure tipiche per preparare la minestra maritata, che sono tipicamente cicoria, piccole scarole (scarulelle), verza e borragine, che ne conferisce una nota amarostica. In qualche variante si usa anche la catalogna (in napoletano: puntarelle). La carne è tipicamente di maiale, con tracchie, salsicce e altri tagli.

Ingredienti:

1 verza
200 gr di broccoletti
200 gr di broccoli neri
200 gr. di  spinaci
1 cespo di cicoria
100 gr di cotica di maiale
50 gr di pancetta
200 gr di costine di maiale
100 gr di salsiccia di maiale
50 gr di caciocavallo stagionato
qualche crosta di parmigiano (opzionale)
un osso di prosciutto con un po’ di carne (opzionale)
1 peperoncino rosso
1 spicchio d’aglio
1 mazzetto aromatico (prezzemolo, timo, alloro)
1 cipolla
sale

La ricetta in fondo è  semplice anche se richiede più di 2 ore di preparazione.
Naturamente non è necessario che utilizziate tutti gli ingredienti e, allo stesso tempo, potete aggiungerne in base al vostro gusto personale.

Lavate e tagliate le verdure ad eccezione della cipolla, dell’aglio e del mazzetto di odori.
Tagliate a pezzi la cotica e la pancetta.
Fate cuocere nella stessa pentola la cotica, la pancetta, le costine di maiale (tracchiolelle), l’eventuale osso di prosciutto di maiale, la cipolla, l’aglio e il mazzetto aromatico.

Aggiungete 1,5 Lt. d’acqua, salate e portate a ebollizione, quindi proseguite la cottura a fuoco lento per 2 ore.

Togliete le costine dalla pentola e tagliatele a piccoli pezzi.

Per sgrassare il brodo, eliminate durante la cottura la schiumetta che si forma in superficie. Se invece avete tempo a vostra disposizione preparate il brodo con molto anticipo e fatelo raffreddare. La parte grassa tenderà ad addensarsi in superficie e non dovrete fare altro che toglierla con un mestolo o un cucchiaio. In ogni caso assaggiate il brodo solo dopo aver aggiunto i pezzi più grassi e, all’occorrenza, regolate di sale.
Trascorse le 2 ore di cottura il brodo sarà pronto.

Filtrate il brodo e rimettetelo in pentola con la carne, unite la salsiccia intera e portate nuovamente a ebollizione.
La tradizione vorrebbe che si usasse la “nnoglia” (salsicciotto di intestini di maiale salati) ma data la sua difficile reperibilità sul mercato, potrete usare la salsiccia normale.

In un’altra pentola fate cuocere, in poca acqua salata, le verdure per 10 minuti.
Scolatele e aggiungetele al brodo e alla carne; unite il caciocavallo tagliato a dadini e il peperoncino.

Fate cuocere per ulteriori 10 minuti e fatela riposare per almeno mezz’ora.
Servite la minestra con fette di pane tostate.

Eventualmente potete aggiungere anche un po’ di formaggio grattugiato (meglio se pecorino).

 

Il tortellino è una pasta all’uovo tipica della cucina emiliana, specialmente in occasione delle festività natalizie. La forma ricorda un piccolo anello che la tradizione associa all’ombelico di Venere, ed il ripieno è un misto di varie carni con prosciutto, mortadella, uovo, parmigiano e noce moscata. Il più fedele compagno del tortellino è il brodo di cappone, almeno nella ricetta tradizionale. Il cappone è un gallettino nato tra aprile e maggio e castrato ad agosto, quando pesa circa un chilo e mezzo. A Natale ha raggiunto il peso giusto, tra i quattro e i sei chili. Se il cappone, o la gallina, non c’è può prendere il suo posto anche un brodo di manzo. L’essenziale è che il brodo sia a base di carne (con parti grasse e magre in egual misura) e di aromi (sedano, cipolla, carote e prezzemolo).

Ingredienti

800 gr. farina 00
9 uova
150 gr. polpa di maiale
150 gr. polpa di vitello
100 gr. salsiccia
100 gr. prosciutto crudo
50 gr. mortadella
150 gr. parmigiano reggiano grattugiato
2 cucchiaio pangrattato
30 gr. burro
sale
noce moscata

Fatevi macinare 2 volte dal macellaio il vitello, il maiale e la salsiccia. A parte tritate il prosciutto e la mortadella. Fate sciogliere il burro in una padella e unitevi la carne macinata. Fatela cuocere per qualche minuto, a fine cottura salatela, poi scolatela dall’acqua che inevitabilmente il macinato ha fatto nella cottura e lasciate raffreddare.
Preparate il ripieno: in una ciotola versatevi la carne macinata cotta, il prosciutto e la mortadella crudi, il parmigiano, il pane grattugiato, un uovo, aggiustate di sale e spolverizzate con pochissima noce moscata grattugiata, mescolate bene l’impasto e mettetelo in frigorifero.

Preparate la pasta: Setacciate con cura la farina sulla spianatoia, formate la classica fontana, quindi mettetevi al centro le uova e un pizzico di sale.Sbattete con una forchetta le uova, quindi iniziate a incorporare la farina con la punta delle dita, partendo dai bordi della fontana. Lavorate con le mani il composto per 15-20 minuti, amalgamando bene gli ingredienti e avendo cura di cospargere di tanto in tanto la spianatoia con un poco di farina. Continuate in questo modo fino a ottenere un impasto sodo e omogeneo, poi, quando nella pasta iniziano a vedersi delle bollicine, raccoglietela formando una palla. Lasciatela riposare in una ciotola per mezz’ora.

Ora la sfoglia può essere tirata a mano con un matterello, oppure con la macchina elettrica. La sfoglia deve essere sottile e va tagliata a quadretti di 3-4 cm.

Ponete al centro di ogni quadrato di pasta un po’ di ripieno prima preparato, poi piegate la pasta a triangolo facendo aderire bene gli orli. Dopo aver stretto tra il pollice e l’indice di entrambe le mani gli angoli del lato più lungo, fate ruotare con la mano destra il triangolo di pasta intorno all’indice della mano sinistra, poi riunite i 2 angoli e stringeteli fino a farli combaciare, procedete così fino ad esaurimento degli ingredienti.

Colate il brodo, quando bolle buttatevi i tortellini, fateli cuocere alcuni minuti, circa 5 (ma dipende anche dallo spessore della pasta). Serviteli in brodo e spolverizzateli di parmigiano grattugiato.

Elemento imprescindibile per la buona riuscita del brodo è il tempo. Perché sia degno dei tortellini che vi si immergeranno, il brodo deve stare sul fuoco quattro ore o giù di lì. E va sgrassato di frequente, eliminando il grasso che sale in superficie e la schiuma che si va formando. Per potersi dichiarare ben sgrassato, il brodo dovrà anche  passare per un colino fitto, o per un panno  umido ben strizzato. Per un buon  tortellino il parmigiano è essenziale. E chiaramente di tratta del parmigiano reggiano, meglio se stagionato. I tortellini si possono anche preparare prima e congelare. Per congelarli ben separati, è meglio prima disporli su di un vassoio in orizzontale per un’oretta nel freezer, e poi una volta congelati, possono essere racchiusi in sacchetti. Vanno buttati nel brodo bollente (in nessun caso nell’acqua bollente) ancora congelati.

 

Un piatto molto corposo e gustoso è sicuramente lo stinco di maiale al forno con le patate.

Questo piatto unico è un classico nelle tavole italiane durante il Natale e rende tutti sempre molto soddisfatti.

Ingredienti:

stinco di maiale (uno per ogni commensale)
patate (una o due per ogni commensale)
rosmarino, salvia, alloro, aglio
olio, sale, pepe e un bicchiere di vino bianco

Tempo necessario 2 ore e mezza.

Fate rosolare lo stinco in una padella con olio, un paio di spicchi d’aglio schiacciati, salvia, rosmarino e alloro nel frattempo accendete il forno che andrà in temperatura (180°C).

Una volta che lo stinco sarà bello rosolato (ci metterà una ventina di minuti al massimo), sfumate con un bicchiere di vino bianco.
Adesso mettiamo lo stinco in una casseruola con olio, sale e pepe a piacere…eventualmente bagnate ancora con un po’ di vino bianco e infornate il tutto (il forno sarà a 180°C) per un paio d’ore ( il tempo di cottura è indicativo perché varia secondo le dimensioni degli stinchi, per questo, prima di spegnere il forno, controllate che siano effettivamente cotti e in caso contrario prolungate la cottura).

Pelate le patate e tagliatele a cubetti…le aggiungerete nella casseruola quando mancherà un’ora alla fine della cottura dello stinco ricordandovi di girarle ogni quindici minuti circa.

 

Per tradizione, soprattutto nel sud Italia, non può mancare il capitone (anguilla) fritto, in umido arrosto, marinato, allo spiedo.

Ingredienti:

capitone da 1 kg
aglio
olio di oliva
aceto
prezzemolo tritato
foglie di alloro
sale e pepe

Pulire e tagliare il capitone a pezzetti.

Laveteli, asciugateli e strofinateli con l’aglio.
Infilfate i pezzi di pesce negli spiedini e alternateli con le foglie di alloro.
Mettete gli spiedini in una terrina e bagnateli con olio e aceto, salate e pepatee lasciate a marinare circa un’ora.
Cuocete il capitone alla griglia girando spesso gli spiegini e bagnandoli con un rametto di prezzemolo intinto nella marinata.

 

 

Un tipico piatto del Menu della vigilia di Natale è il Baccalà in umido.
Piatto povero, ma ricco di sapori e aromi marini.

 

Ingredienti

1 kg di baccalà
500 g di pomodori freschi
1 dl olio extravergine d’oliva
150 g di olive
30 g di capperi
un pizzico di origano
prezzemolo tritato q.b.
sale e pepe q.b.

Sciacquate il baccalà. Sminuzzatelo a pezzi di circa 6 cm. Passatelo nella farina. Fatelo friggere. Passatelo su carta da cucina in modo da levare l’olio in eccesso. Adagiatelo in una pirofila da forno. Preparate in un tegame un soffritto di aglio. Levate lo spicchio non appena avrà preso colore. Unite i pomodori e insaporite con una parte del prezzemolo. Aggiungeteci le olive prive del nocciolo e i capperi. Cucinate la salsa per 20 min. circa. Stendetela sul baccalà. Passate in forno non troppo caldo per un quarto d’ora. Velate con il restante prezzemolo un attimo prima di portarlo in tavola.

 

Grande classico del pranzo di Natale, il cappone ripieno è un piatto tipico della tradizione lombarda.

Il cappone è un pollo castrato verso i 6-7 mesi di vita e messo all’ingrasso.

Ingredienti

1 cappone
250 g di salsiccia fresca
40 g di mollica di pane ammollata nel latte
1 uovo
100 g di parmigiano grattugiato
1 cipolla dorata
60 g di burro
1 bicchierino di Porto
1 mela renetta
50 g di castagne cotte
4 fichi secchi
3 prugne secche
olio extravergine di oliva q b
1 mazzetto di salvia e rosmarino
mezzo bicchiere di vino bianco secco
sale e pepe q b

Sbucciare la cipolla e tagliarla a fettine sottili. In una padella antiaderente sciogliere 30 g di burro e rosolare la cipolla a fuoco dolce, poi, una volta intenerita regolate di sale, sfumare con il Porto. Continuare la cottura fino a che il composto risulti sciropposo. In una terrina raccogliere la salsiccia privata dalla pelle, rompere le uova, unire la mollica ben strizzata, il parmigiano grattugiato e la cipolla stufata. Regolare di sale e pepe e preparare una polpetta dell’’impasto da far rosolare per regolarne il sapore; ricordare che la frutta tende ad addolcire la farcia. Unire all’ impasto la frutta tagliata a pezzetti, mescolare il tutto con le mani e tenere da parte. Svuotare il cappone delle interiora, lavare ed asciugare il suo interno, quindi salare e pepare. Riempire la cavità con il ripieno e chiudere il tutto cucendo l’apertura con filo da cucina o con uno stecchino. Legare il cappone con alcuni giri di spago quindi metteterlo in una casseruola che lo contenga bene con il resto del burro e un filo d’olio, unire gli aromi, salare la carne e infornate a 170 C . Fate cuocere per 1 ora circa (dipende dal peso del cappone, se grosso anche un ora e mezza), avendo cura di bagnare spesso il volatile con il suo sugo di cottura. Servire l’arrosto con del purè di patate bianche.

 La tradizione trentina vuole che, il giorno di Natale, chi si siede in tavola trovi ad aspettarlo un filante piatto di Canederli .o Knödel detto alla Trentina

I canederli, non sono altro che palline di pane farcite con speck o formaggio cotte nel brodo di carne, che spesso vengono paragonati a degli gnocchi.
Per quanto riguarda le origini di questo piatto, possiamo dire che sicuramente i canederli sono una ricetta antichissima di derivazione contadina.

Ingredienti

250 g di pane raffermo. Si usa pane bianco (panini, rosette con la crosta) tagliato a dadini di circa mezzo cm di lato.
150 g di Speck dell’Alto Adige con la sua parte di grasso, tagliato a dadini fini di 2-3 mm di lato, tenendo presente che se sono troppo grossi compromettono la tenuta del Knödel
2 uova
1/4 di latte
1 cucchiaio di cipolla, tritata finemente
1 cucchiaio di burro
2 cucchiai di prezzemolo tritato
1 cucchiaio di erba cipollina tritata
farina, la minor quantità possibile, non oltre 30 grammi
sale e pepe

Rosolare la cipolla nel burro ed aggiungere lo Speck. Mescolare cipolla e Speck in un recipiente con il pane. Sbattere le uova, aggiungere il latte, il prezzemolo e l’erba cipollina. Pepare e salare con moderazione stante la presenza dello Speck. Mescolare con cautela l’impasto e lasciare riposare per 15 minuti o poco più. Aggiungere un po’ di farina; la quantità deve variare a seconda della consistenza del pane bagnato e può essere valutato nella giusta misura solo con l’esperienza; in genere uno o due cucchiai di farina devono essere sufficienti. La farina può essere ulteriormente diminuita e persino eliminata, specialmente se si usa latte caldo.
Formare con le mani i Knödel nella forma di palle di diametro di circa 5-6 cm. Sia in questa fase che nella precedente è importante che il pane venga lavorato con delicatezza in modo che non si spiaccichi ma conservi la sua struttura porosa. Il Knödel non deve essere né asciutto né molle. Se è troppo molle, non rassodare con farina ma con il pangrattato.
Il Knödel (anche quello da servire poi in brodo) va messo in acqua salata bollente e poi cotto per 15 minuti circa al minimo bollore.

 

 

 Nella tradizione romana, per la vigilia di Natale si usa fare il fritto misto di verdura con la pastella, si può servire sia come antipasto che come contorno, naturalmente non deve mancare il broccolo romano. Con la stessa pastella si possono fare anche altri tipi di verdure (cavolfiori, finocchi, carciofi, zucchine, funghi, anelli di cipolla, ecc… ). Il trucco è sempre quello di friggere i pezzi di verdura poco per volta per evitare che si attacchino fra loro.

 

Ingredienti

200 g di farina 0
il succo di un limone
1 cucchiaino di lievito in polvere per salati
270 ml (circa) di acqua frizzante gelata
sale e pepe

Lavate la verdura, dividete il broccolo a cimette, il finocchio e la patata a fette non troppo sottili. Mescolate con una frusta, la farina con il lievito, sale, pepe, il succo di limone e l’acqua, fate una pastella fluida e avvolgente senza grumi. Fate riposare in frigorifero. Mettete una padella a bordi alti con abbondante olio, aspettate che sia ben caldo (180°), immergete i singoli pezzi  prima nella pastella poi nell’olio, fateli dorare da ambo le parti, sgocciolateli con un mestolo forato e fate assorbire l’eccesso d’unto nella carta assorbente da cucina, servitele calde. Se le preparati un pò in anticipo (non troppo), riscaldatele in forno prima di servire.

Tipica portata in uso a Napoli durante il cenone della Vigilia di Natale, il pranzo natalizio ed i pranzi di tutte le altre festività natalizie ed affini.

Questa gustosissima pietanza è così chiamata a Napoli in quanto pietanza servita originariamente durante il cenone della Vigilia di Natale, cenone notoriamente di magro, che anche quando comportasse pantagrueliche portate di pesce, si riteneva dovesse esser rafforzato con questa insalata, mancando in tavola carni e /o prodotti caseari.

Ingredienti e dosi per 6 persone

1 grosso cavolfiore
1 cespo di scarola riccia (consigliato, ma non obbligatorio…)
200 gr di olive nere di gaeta denocciolate
200 gr di olive bianche denocciolate
200 gr di papaccelle ricce (tipici peperoni campani rossi e tondi.) o in alternativa 1 confezione di sottaceti misti
1 confezione di acciughe sott’olio
½ bicchiere d’olio d’oliva extravergine
½ bicchiere d’aceto di vino bianco
sale q.b

Mondare il cespo di scarola, lavarlo, spezzettarlo a mano e sistemarlo in una capace insalatiera. Mondare il cavolfiore, lavarlo, dividerlo in cimette e lessarle in abbondante acqua salata, badando che non diventino molli, ma restino croccanti ; prelevare le cimette bollite con una schiumarola forata e sistemarle in un piatto perché si raffreddino, indi sistemarle in un’insalatiera o  unirle alla eventuale  scarola spezzettata  nell’insalatiera; in ogni caso (ci sia o non ci sia la scarola) rimestare delicatamente condendo prima con tutto l’aceto e poi con l’olio ed aggiungendo le olive nere e verdi, le papaccelle (private del torsolo, semi e tagliate a spicchietti) o i sottaceti ed i filetti d’acciughe e pochissimo sale; lasciar riposare due ore prima di servire; è un’insalata che a mano a mano che viene servita può, nei giorni successivi essere rimpolpata degli ingredienti consumati: bisogna però fare attenzione a consumare prima le cimette di cavolfiore che, a malgrado dell’aceto, possono rovinarsi facilmente compromettendo tutta la bontà della pietanza!

Questa ricetta, tipicamente Siciliana, è particolarmente delicata e gustosa, ed è ideale da proporre sotto il periodo natalizio, per dare un tocco di orginalità ed eleganza alla tavola, ma la si può gustare comunque per tutto il periodo in cui si trovano le arance sul mercato.

Ingredienti

4 Arance  tipo sanguinelle
1/2 Cipolla di tropea o un cipollotto
3-4 cucchiai Olio di oliva extravergine
12 Olive nere
Pepe q.b.
Sale q.b
Per preparare l’insalata di arance, lavate le arance e sbucciatele a vivo (eliminando la pellicina bianca esterna). Una volta che avrete sbucciato le arance, tagliatele a fettine alte circa 1 cm (o se preferite a tocchetti), e riponetele su di in un piatto da portata, eliminando gli eventuali semi.
Mondate la cipolla rossa (o il cipollotto), affettatela finemente e riponetela in una ciotola (se volete addolcirla, lasciatela in ammollo in abbondante acqua fredda per almeno 10 minuti, poi scolatela e asciugatela per bene). In una terrina a parte, sbattete con una forchetta l’olio, il sale ed il pepe, creando un’emulsione. Mettete in una ciotola le fette di arance, la cipolla, unite le olive e condite il tutto con l’emulsione di oilo, sale e pepe: lasciate riposare l’insalata di arance così condita per 10 minuti a temperatura ambiente e poi servite.
L’insalata di arance la si può servire come antipasto, o come contorno, ed è ideale per piatti di carni grasse, come le puntine di maiale arrosto e la salsiccia fritta. Dovete sceglierle quindi non troppo dolci, ma piuttosto acidule.

 

Dolci Natalizi posted by on 16 dicembre 2012

Il Natale si avvicina e per l’occasione vi ho preparato alcune ricette originali o tradizionali dei dolci natalizi

 

Il pandoro è un dolce veronese, tipico delle festività natalizie. Come il panettone,  può essere guarnito con canditi, crema o scaglie di cioccolato: un esempio ci è dato dal pandoro con crema al mascarpone, veloce alternativa a quello più classico. La variante che vi presentiamo oggi è molto dolce e particolare: per prepararla ci basterà tagliare orizzontalmente il pandoro, alternare le fette in modo da formare un albero di Natale e decorare in base alla vostra fantasia!

Con crema pasticcera e limone  (foto centrale)

Unire alla crema pasticcera circa 2/3 della crema di limone e amalgamare bene (la crema che rimane può essere conservata in frigo fino a due settimane,è buona spalmata sulle fette biscottate,sui biscottini da tè e anche unita alla panna montata come ripieno del profiterole al limone).
Affettare il pandoro ricavando 5 o 6 stelle, farcire gli strati con la crema e ricomporre il pandoro alternando la posizione delle fette in modo che venga fuori una sorta di alberello.

Mettere in frigo per un paio d’ore.
Prima di servire si può guarnire con zucchero a velo e confettini argentati, qualche foglia di agrifoglio e tre ciliegine

 
 
Crema pasticcera:
1/2 litro di latte
120g zucchero
40g amido di mais
5 tuorli
mettere a bollire il latte e nel frattempo sbattere le uova con lo zucchero ed aggiungere l’amido di mais. Quando il latte bolle versarlo nella ciotola dell’impasto di uova e zucchero e frustare bene per sciogliere il composto. Cuocere al microonde o sul fuoco per 3 o 4 minuti.
 
 
 
Crema di limone:
60g succo di limone
250g burro
200g zucchero a velo
6 tuorli d’uovo
la buccia grattugiata di un limone
 
Sbattere i tuorli con lo zucchero e incorporare la buccia di limone grattugiata.
Lavorare con un cucchiaio di legno il burro morbido e unirlo alle uova,aggiungere il succo di limone frustando velocemente e mettere sul fuoco o al micronde. Cuocere a fuoco basso fino a che la crema si sarà addensata (non troppo altrimenti l’uovo si cuoce e si separa dal burro).

 

Con crema pasticcera e ribes (foto a destra)

Preparate la crema pasticcera oppure, per sveltire l’esecuzione, compratela già pronta.

Lavate e asciugate velocemente i ribes, togliendo ogni singolo frutto dal grappolo.
Prendete il pandoro e  sdraiatelo sul fianco e tagliatelo a fette dello spessore di circa 1 cm e ½, in modo da ottenere delle sezioni a forma di stella. Spruzzate le varie fette con del Grand Marnier (oppure Cointreau , Maraschino, Mandarinetto, ecc..) e ponete la fetta più larga su di un piatto da portata: mettete al centro di essa un cucchiaino colmo di crema pasticcera, poi coprite con un’altra fetta più piccola di pandoro, facendo attenzione ad intersecare (e non a sovrapporre) le punte delle stelle: ripetete la stessa operazione con fette sempre più piccole, fino all’esaurimento delle stesse.

In questo modo avrete ottenuto un piccolo albero di Natale di pandoro e crema pasticcera: in cima all’alberello ponete mezza ciliegia candita,e sopra di esssa una pallina di ribes intinta nella crema pasticcera: adagiate i rossi frutti di ribes su tutto l’alberello come se fossero palline di Natale, sfruttando l’azione collante della crema pasticcera (laddove non ce ne sia, intingete il ribes nella crema e poi posizionatelo sul dolce).
Cospargete il tutto di abbondante zucchero al velo e servite.

 

Con crema al mascarpone (foto a sinistra)

Procedere montando molto bene due tuorli d’uovo insieme a 5 cucchiai di zucchero, sino a quando divengono chiari e soffici; a questo punto, aggiungete 500 grammi di mascarpone morbido (a temperatura ambiente), sempre mescolando affinché non si formino grumi, e, in ultimo, gli albumi montati a neve ben ferma (serviranno a dare alla crema una deliziosa consistenza spumosa).
Quella al mascarpone è una crema golosissima consumata così com’è, ma costituisce anche un’ottima base da arricchire secondo i gusti, aggiungendo, per esempio, pepite di cioccolato, liquore, caffè, scorza di arancia tritata, torrone tritato. Preparata la crema, occorre tagliare il pandoro in fette orizzontali, dello spessore di circa 2 centimetri e spruzzarle, se piace, con del liquore a piacere o, se non lo amate, con un po’ di caffè zuccherato ed allungato con acqua, o latte o di sciroppo.
Effettuata questa operazione, disponete sul piatto da portata la prima fetta, che farà da base, e farcitela al centro con qualche cucchiaio di crema; disponete il secondo disco (che, in realtà, avrà la forma di una stella) sopra il primo, sfalsando le punte, in modo da creare l’effetto “ad albero di Natale”, tipico di questo dolce. Procedete nello stesso modo componendo tutto il pandoro, alternando le varie fette, sfalsate, con la crema.

Un’idea golosa e’ quella di alternare ripieni diversi nei vari strati, magari arricchendoli con della frutta fresca, del cioccolato grattugiato o delle meringhette sbriciolate.
Per guarnire andrà bene una semplice spolverata di zucchero a velo, per simulare l’effetto neve; per i più golosi, invece, una bella e scenografica colata di cioccolato fuso darà il tocco finale.
Un’altra idea per impreziosire il vostro pandoro e’ quella di decorarlo con una glassa preparata con albume d’uovo e zucchero a velo e cospargerlo, infine, di confettini colorati.
 

 

Il buccellato, in dialetto “cucciddatu”, è un dolce tradizionale per le feste di Natale diffuso in tutta l’isola e ormai pietra miliare della cucina siciliana. Solitamente a forma di ciambella viene anche confezionato in forme più ridotte: i cucciddatini.Gli ingredienti, anche se con qualche variante da luogo a luogo, consistono in ogni ben di Dio: fichi secchi, mandorle, noci, nocciole e pistacchi.

 Inoltre, il connubio con aromi come il limone, l’arancia, la cannella, la vaniglia e il miele tributa a questo dolce il posto d’onore su un tavolo imbandito per le feste di Natale

Ingredienti

300 gr. di farina
125 gr. di burro,
50 gr. di zucchero,
1 cucchiaio di vino Marsala,
300 gr. di fichi secchi,
30 gr. di pinoli,
30 gr. di scorza di arancia candita,
50 gr. di zuccata
30 gr. cioccolato fondente
200 gr. di uva passa,
100 gr. di uvetta sultanina,

50 gr. di noci sgusciate

Impastare in una terrina la farina, lo zucchero, il burro e il cucchiaio di Marsala. Appena il tutto è bene amalgamato, lasciare riposare per circa un’ora. Nel frattempo preparare il ripieno con i fichi secchi, l’uva sultanina, l’uva passa, le noci, i pinoli, la scorza d’arancia e il cioccolato fondente e triturare tutto finemente aggiungendo un poco di zucchero. A questo punto stendere la pasta con un mattarello, sistemare il ripieno e avvolgere a forma di ciambella. Il buccellato poi deve esser adagiato su di una teglia unta ed infarinata, spennellato con l’uovo battuto e cotto al forno. Successivamente scaldare 4-5 cucchiaiate di miele per versarle nel buccellato in modo da renderlo lucido e la guarnizione del dolce con della frutta candita mista.

 

Gli struffoli sono i dolci più tipici della tradizione Napoletana e rappresentano sicuramente una delle ricette più caratteristiche del periodo Natalizio.

Per chi ancora non avesse mai sentito parlare degli struffoli, basti dire che sono delle piccole palline di pasta dolce, fritte e poi immerse nel miele e decorate con confettini colorati e frutta candita.

Per quanto riguarda le origini degli struffoli, dobbiamo tornare indietro fino all’età degli antichi Greci che pare li abbiano esportati nel Golfo di Napoli al tempo di Partenope. Ed è proprio dal greco che secondo molti deriverebbe anche il nome “struffoli”: più precisamente dalla parola “strongoulos”, ovvero “dalla forma arrotondata”.

Ingredienti:

Farina 600 gr ,
Uova 4 + 1 tuorlo,
zucchero 2 cucchiai ,
burro 80 gr (una volta si usava lo strutto: 25 gr.)
– 1 bicchierino di limoncello o rum,
– Scorza di mezzo limone grattuggiata
Sale un pizzico
olio (o strutto) per friggere

Per condire e decorare:


-Miele 400 gr ,
confettini colorati (a Napoli si chiamano “diavulilli”)
confettini cannellini (confettini che all’interno contengono aromi alla   cannella)
-100 gr di arancia candita, 100 gr di cedro candito, 50 gr di zucca candita (si trova solo a Napoli: si chiama “cucuzzata”)

Questa è la ricetta tradizionale caratterizzata dall’assenza di lievito e struffoli particolarmente croccanti. Nel caso si preferiscono più gonfi, si può aggiungere all’impasto un pizzico di bicarbonato o di ammoniaca per dolci. In questo caso, la pasta deve riposare alcune ore.


Disponete la farina a fontana sul piano di lavoro, impastatela con uova, burro, zucchero, la scorza grattugiata di mezzo limone,un bicchierino di rum e un pò di sale. Ottenuto un amalgama omogeneo e sostenuto, dategli la forma di una palla e fatelo riposare mezz’ora. Poi lavoratela ancora brevemente e dividetela in pallottole grandi come arance, da cui ricavare, rullandoli sul piano infarinato, tanti bastoncelli spessi un dito; tagliateli a tocchettini che disporrete senza sovrapporli su un telo infarinato.
Al momento di friggerli, porli in un setaccio e scuoterli in modo da eliminare la farina in eccesso.

Friggeteli pochi alla volta in abbondante olio bollente: prelevateli gonfi e dorati, non particolarmente coloriti.   Sgocciolateli e depositateli ad asciugare su carta assorbente da cucina.
Fate liquefare il miele a bagnomaria in una pentola abbastanza capiente, toglitela dal fuoco e unite gli struffoli fritti, rimescolando delicatamente fino a quando non si siano bene impregnati di miele. Versare quindi la metà circa dei confettini e della frutta candita tagliata a pezzettini e rimescolare di nuovo.
Prendete quindi il piatto di portata, mettetevi al centro un barattolo di vetro vuoto (serve per facilitare la formazione del buco centrale) e disponete gli struffoli tutt’intorno a questo in modo da formare una ciambella. Poi, a miele ancora caldo, prendete i confettini e la frutta candita restanti e spargetela sugli struffoli in modo da cercare di ottenere un effetto esteticamente gradevole.
Quando il miele si sarà solidificato, togliete delicatamente il barattolo dal centro del piatto e servite gli struffoli.


Il panforte è un tipico dolce natalizio che ha origini molto antiche: le prime testimonianze scritte risalgono all’anno Mille  A quel tempo veniva chiamato Pane Natalizio o Pane Aromatico o Pan Pepatus.

Una delle tante leggende esistenti sulla creazione del panforte, narra che, nella notte della nascita di cristo, un povero pastorello giunse alla grotta e vedendo tutti porgere doni, porse il suo unico pezzo di pane nero a S Giuseppe, che ringraziandolo, lo spezzò restituendogliene metà. Tornato a casa il fanciullo posò sulla tavola, il pezzo di pane che si trasformò miracolosamente in un dolce di pregio ricco di miele, spezie e frutta. Un’altra leggenda ne attribuisce l’invenzione alla suora di un convento, che un giorno trovò tutti i sacchetti contenenti le mandorle, lo zucchero, le spezie,rosicchiati dai topi, con la conseguenza che tutti questi ingredienti si erano mescolati tra di loro. Disperata la suora per rimediare e non subire un grave richiamo da parte della Superiora madre, raccolse il tutto, lo mise in un tegame sul fuoco, aggiunse il miele, poi dopo aver fatto amalgamare il tutto, versò il composto su di una grande ostia. La suora ricevette da parte della superiora e le altre sorelle infinite lodi, non solo per la bontà del dolce, ma anche per la bravura nel gestire l’imprevisto.

 

Ingredienti:

150 gr zucchero

150 gr miele

500 gr mandorle tritate grossolanamente

200 gr cedro candito a dadini

200 gr arancia candita a dadini

200 gr fichi secchi a pezzettini

3 albumi,

8 gr cannella

zucchero a velo

Sciogliere lo zucchero con il miele in un pentolino a fiamma bassa; spegnere il fuoco e lasciare intiepidire. Riunire in una terrina le mandorle con  i canditi, i fichi secchi, mescolarli con gli albumi, e la cannella; unire il composto di miele e zucchero e amalgamare bene il tutto. In una tortiera di silicone versare la massa, e pressare bene con le mani, per non lasciare spazi vuoti. Cuocere il panforte in forno già caldo a 160° per 40 minuti; lasciarlo raffreddare nella tortiera, prima di sformarlo e spolverizzarlo con abbondante zucchero a velo. Tagliato a pezzetti, si conserva a lungo in una scatola a chiusura ermetica.

 

il parrozzo pescarese dolce natalizio

Il parrozzo è un dolce natalizio tipico della cucina abruzzese. Questo dolce dal gusto strepitoso è facile da preparare e il risultato è una cupola profumata di mandorle ricoperta di cioccolato fondente. Questa ricetta ha una storia relativamente recente: infatti il parrozzo è stato inventato dal pasticciere pescarese, Luigi D’Amico, all’inizio del secolo scorso, che voleva creare un dolce simile ad pane rustico, quindi detto pane rozzo e poi parrozzo. Gli ingredienti sono semolino, uova, zucchero e mandorle tritate, da mescolare con sapienza per ottenere l’impasto morbido che, una volta cotto nello stampo semisferico, sarà ricoperto da una colata di goloso cioccolato.

Ingredienti

150 g di semolino
6 uova
1 limone
200 g di zucchero
150 g di mandorle
1/3 di fialetta di mandorle amare
Burro e farina per la teglia
200 g di cioccolato fondente

Separate gli albumi dai tuorli e montate a neve gli albumi. Aggiungete lo zucchero e mescolate con le fruste. Poi unite i tuorli e mescolate con un cucchiaio di legno.

Aggiungete la buccia del limone grattugiata e le mandorle precedentemente tritate utilizzando le fruste o il frullino; infine anche il semolino e amalgamate bene l’impasto.

Ungete con una noce di burro la teglia da parrozzo (ha una forma semisferica), infarinatela e versatevi il composto. Infornate a 150 gradi per circa un’ora.

A fine cottura fate raffreddare il parrozzo, poi ricopritelo di cioccolato fondente sciolto precedentemente a bagnomaria o nel microonde.

 

 

La pignolata calabrese è un dolce di Natale, semplice da realizzare, molto amato soprattutto dai bambini e che può essere preparato in pochissimo tempo anche per Carnevale. La ricetta è nota in tutta Italia e possiede nomi differenti man mano che ci si sposta da una regione all’altra; anche nella stessa Calabria c’è una ricetta smile per i turdilli. Si tratta di piccoli gnocchetti di pasta dolce, fritti e successivamente cosparsi ancora tiepidi con il miele caldo e decorati con una cascata di codette colorate di zucchero.

Ingredienti

 

300 gr di farina
3 uova
100 gr di zucchero
1 bicchierino di liquore Strega
30 gr di burro
500 gr di miele
latte q.b.
1 bustina di vaniglia
1 scorza di limone
olio per friggere q.b.
una manciata di codette di zucchero colorate

Ponete la farina su un piano di lavoro e create una fontana, aggiungete lo zucchero, le uova, la vaniglia, il liquore e il burro sciolto; quindi mescolate con cura e formate un impasto omogeneo.

Coprite e lasciate riposare per 30 minuti; dopo prendete l’impasto e formate degli gnocchetti che metterete da parte su un telo leggermente infarinato.

Scaldate l’olio e buttate gli gnocchetti in modo che possano dorarsi a fuoco moderato; scolateli e fateli asciugare sulla carta assorbente.

In un tegame sciogliete il miele, profumato con la scorza di limone, versate gli gnocchetti e mescolate con cura, in modo da amalgamare il tutto bene.

Sistemate i dolci ancora caldi su un piatto, formando una piramide e cospargeteli con una manciata abbondante di codette di zucchero.

Gustoso e bello da portare in tavola sicuramente è il pupazzo di neve, ottenuto scegliendo semplici ingredienti come formaggio cremoso, formaggio grattugiato, olive, sedano, aglio, pane di segale e altri ingredienti naturali. Seguendo la ricetta del pupazzo di neve potrai servire a tutti gli ospiti un delizioso antipasto di Natale da far leccare i baffi. Sarà una ricetta di Natale che riscuoterà successo anche tra i bambini.

Ingredienti :


aglio
1 bicchiere formaggio parmigiano grattugiato
450 gr. formaggio cremoso
olive nere
carota
sedano
sale
pepe
pane di segale
chiodi di garofano

 In una ciotola versare il formaggio cremoso, mezzo bicchiere di parmigiano, aglio tritato, sale e pepe e mescolarli fino a farli amalgamare bene insieme. Mettere l’impasto per circa 30 minuti nel congelatore, in modo da farlo indurire. Tirarlo fuori e fare 3 palle (2 per il corpo ed una più grande per la testa) da rotolare nel formaggio parmigiano rimasto. Mettere le 3 palle ottenute, nel congelatore per circa un’ora. Poco prima di servire impilare le tre palle in uno stuzzicadenti o pezzo di spiedino per realizzare il corpo del pupazzo di neve. Una striscia di sedano per formare la sciarpa da fermare con un chiodo di garofano, pezzettini di olive nere per fare i bottoni e gli occhi, ed un pezzettino di carota per il naso. Il cappello si ottiene tagliando il pane di segale a cerchietti, 3 di diametro uguale ed uno più grande. Ecco pronto il pupazzo di neve da mangiare.

 

I ricciarelli sono dei golosi dolci di Natale di origine toscana, a base di frutta secca, profumati dalle spezie e imbiancati dallo zucchero a velo. Invece di acquistare a caro prezzo quelli di una famosa ditta, potete prepararli voi stessi, non sono difficili da fare, ci vuole solo un po’ di pazienza a stendere l’impasto che risulta appiccicoso (in questo caso potete aiutarvi anche con dei fogli di pellicola alimentare). I ricciarelli sono perfetti da servire nel periodo natalizio, oppure ben confezionati, diventano dei golosi regali di Natale per amici e parenti.

Ingredienti

 1/2 kg. di mandorle private anche della pellicina scura

5 mandorle amare
400 g. di zucchero semolato
3 bianchi d’uovo
1 limone da agricoltura biologica
1 pizzicone di cannella in polvere
il contenuto di una bacca di vaniglia, oppure una bustina di vanillina
zucchero a velo q.b.

Tritate finemente le mandorle usando un robot da cucina mettendoci assieme una parte dello zucchero (aiuta a ridurle in polvere e assorbe gli oli essenziali perduri dalle mandorle durante il processo).

Versate la polvere in una ciotola, unite lo zucchero rimanente, gli albumi leggermente sbattuti, la buccia grattugiata del limone, la cannella e la vaniglia o la vanillina. Lavorate il tutto per ottenere una pasta omogenea.

Stendete la pasta direttamente sulla carta forno fino allo spessore di circa 1 cm., usando un po’ di zucchero a velo per aiutarvi. Tagliateli a rombi.

Lasciate asciugare i ricciarelli per una notte in un ambiente fresco (per esempio una stanza non riscaldata).

Cuoceteli nel forno caldo a 200 gradi per circa 25 minuti. Lasciateli raffreddare completamente e spolverateli di zucchero a velo.

I ricciarelli si conservano in contenitori a chiusura ermetica.

Gustosissimi e bellissimi spiedini di frutta a forma di simpatici pupazzi di neve da portare in tavola per il Pranzo di Natale. Dilettati a realizzare il tuo pupazzo di neve utilizzando semplicemente la frutta. Sono veramente belli da vedere e buonissimi da assaporare. Potrai scegliere per il cappello del pupazzo di neve la frutta che preferisci e divertirti a crearne quanti ne vuoi Prendi spunto dagli spiedini di frutta a forma di pupazzi di neve e dai spazio alla tua fantasia.

 

Ingredienti :


banana
mela
uva
carota
gocce di cioccolato
salatini lunghi (per le braccia)
spiedini di legno

Tagliare a fettine la banana per creare il corpo del pupazzo di neve, tagliare la mela a spicchi per realizzare il cappello, tagliare un pezzettino di carota per il naso. Infilare la frutta nello spiedino di legno, seguendo la fotografia proposta. 3 rondelle di banane per viso e corpo, pezzettino di mela per il cappello e uva per il pon pon, applicare le gocce di cioccolata sulla banana per fare gli occhi ed i bottoni, la carota per il naso. Inserire i bastoncini salatini per le braccia ed ecco a voi realizzato questo splendido spiedino di frutta, tutto da gustare.

La spongata è il dolce di Natale dell’Emilia, e sembra che il suo nome significhi “spugnosa”, vista la superficie irregolare e bucherellata. Iniziate a prepararla molto tempo prima di Natale, sia perché il ripieno deve riposare almeno due giorni prima di cuocere la torta, ma anche perché poi la spongata si conserva a lungo, e con il passare del tempo il suo sapore e la sua consistenza migliora.

Ingredienti 

Per il ripieno

75 g. di mandorle
40 g. di zucchero
200 g. di miele
1/2 litro di vino bianco secco di buona qualità (per piacere niente vino nel cartone)
75 g. di nocciole
150 g. di gherigli di noci
30 g. di pinoli
100 g. di biscotti secchi
100 g. di canditi (cedro e scorza di arancia) tagliati a dadini
50 g. di uvetta secca
5 g. di cannella in polvere,
1/2 noce moscata grattugiataPer la pasta

300 g. di farina
80 g. di zucchero
100 g. di burro
vino bianco secco q.b.
1 pizzico di sale
zucchero a velo q.b.
burro e farina per la teglia

Il ripieno

Pelate le mandorle tuffandole in acqua bollente, poi pestatele in un mortaio assieme allo zucchero (se proprio non avete il mortaio usate un robot da cucina).

Versate in una casseruola il miele e il vino, ponetela sul fuoco dolce e fate sobbollire il tutto per qualche minuto.

Poi unite le mandorle pestate in precedenza, le nocciole, i gherigli di noci e i pinoli sminuzzati grossolanamente, i biscotti sbriciolati, i canditi, la cannella e la noce moscata. Mescolate il tutto con un cucchiaio di legno per amalgamare per bene. Spegnete il fuoco e fate riposare il ripieno. Come minimo, lasciatelo raffreddare completamente, ma la spongata sarà migliore se lo lasciate stare per due giorni.

La pasta

Fate la fontana con la farina sulla spianatoia, versatevi dentro lo zuc

chero, il pizzico di sale, il burro fuso e il vino necessario per ottenere una pasta liscia e compatta. Copritela con una ciotola o con la pellicola trasparente, e fatela riposare per un’oretta.

Stendete la pasta ad una altezza di circa 3 mm., e foderate con essa una teglia precedentemente imburrata ed infarinata. Disponete il ripieno sulla pasta in modo uniforme. Stendete poi la pasta rimanente e con essa ricoprite il tutto, sigillando bene le due sfoglie attorno al bordo. Bucherellate la superficie della spongata con una forchetta.

Cuocete la spongata in forno già caldo a 180 gradi per circa mezzora

. Toglietela dal forno e fatela raffreddare.

Al momento di servirla, spolverate la spongata con lo zucchero a velo e tagliatela a spicchi.

 

Bellissimi dolci di Natale da presentare al termine della cena o del pranzo di Natale e da gustare con un buon caffè, magari scambiandosi e scartando anche i regali di Natale.

Ingredienti :

300 gr. mandorle con la pellicina
280 gr. zucchero
3 albumi
scorza d‘arancia grattugiata
sale
1 cucchiaino di cannella

Tritare le mandorle, montare gli albumi con lo zucchero fino a che non diventano una meringa soda, mettere da parte un terzo della meringa e alla restante parte aggiungere le mandorle tritate, aggiungere la scorza d’arancia grattugiata e la cannella. Stendere il composto su carta da forno e con gli stampini a forma di stella ritagliare i biscotti. Stendere con un pennello la restante parte di meringa direttamente sui biscotti. Far riposare  9-10 ore ed infornarli  a 200° per 8 minuti circa.

 

 

Lo zelten è il dolce che si prepara per Natale in Trentino Alto Adige. Lo zelten è facile da preparare, ricco di frutta secca e spezie e privo di grassi animali, quindi è anche una scelta “dietetica” nel campo dei dolci natalizi. Ma lasciando perdere le considerazioni dietetiche. questo dolce di stile tedesco è molto buono e si presta anche ad essere regalato ad amici e parenti, visto che si conserva a lungo piuttosto bene.

Ingredienti

Burro 150 g
Uova 4
Farina bianca 450 g
Zucchero a velo 200 g
Lievito 1 bustina
Uvetta sultanina 50 g
Pinoli 50 g
Mandorle spellate 50 g
Cedro ed arancia canditi 100 g
Datteri 50 g
Gherigli di noce 50 g
Grappa 1 dl
Cannella in polvere Un pizzico
Chiodi di garofano in polvere Un pizzico
Latte 3 cucchiai

 

Imburrate ed infarinate leggermente una placca da forno. In una ciotola fate macerare l’uvetta sultanina ed i canditi nella grappa per un’ora circa. Snocciolate i datteri e tagliateli a listarelle piuttosto sottili.
In un tegamino portate ad ebollizione un dl di acqua e fatevi sciogliere il burro rimasto diviso a tocchetti, avendo cura di mescolare con un cucchiaio di legno.
In una ciotola lavorate le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto omogeneo. Unitevi poco alla volta la farina setacciata con il lievito, mescolando con un cucchiaio di legno. Quindi versatevi il composto di acqua e burro e mescolate finchè sarà ben amalgamato. Aggiungete infine l’uvetta sultanina ed i canditi scolati, i pinoli, le mandorle, i datteri, i gherigli di noce, la cannella, i chiodi di garofano ed incorporateli mescolando sempre con il cucchiaio di legno.
Stendete l’impasto allo spessore di 1 cm, oppure formate dei panetti. Adagiatelo sulla placca da forno, spennellatelo con il latte, mettete la placca in forno a 180° e fate cuocere lo zelten per 30 minuti. Sfornatelo e lasciatelo raffreddare prima di servirlo.