The Bay posted by on 5 giugno 2013

Dal 6 Giugno al cinema

The Bay - locandina

Horror, Thriller

PAESE: USA
ANNO: 2012
DURATA: 84 min
REGIA: Barry Levinson
SCENEGGIATURA: Michael Wallach
PRODUZIONE: Automatik Entertainment, Hydraulx
DISTRIBUZIONE: M2 Pictures
CAST: Christopher Denham, Kristen Connolly, Michael Beasley, Lauren Cohn, Jane McNeill, Alisa Harris, Anthony Reynolds, Andy Stahl
[tube]http://www.youtube.com/watch?v=T5e2SVe98yI[/tube]
TRAMA: Claridge è una piccola città del Maryland, situata nella Chesapeake Bay. La pittoresca cittadina di mare prospera proprio grazie all’acqua, che è sostentamento e principale fonte di ricchezza della comunità. La città si prepara, sindaco in testa, a festeggiare il 4 Luglio con una molteplicità di iniziative, a partire dalla gara dei mangiatori di granchi. Quando due ricercatori, una biologa francese del Cousteau Institute ed un suo collega dell’università del Maryland, rilevano un livello di tossicità sconcertante nelle acque. L’elevato tasso di inquinamento è collegato al rilascio nell’ambiente di quantità ingenti di escrementi di pollo derivanti dagli allevamenti della zona. Gli studiosi cercano di avvisare il sindaco, il quale però si disinteressa del problema per non creare disagio all’economia locale. Questa negligenza avrà delle conseguenze terrificanti. Dapprima si assiste ad una impressionante moria di pesci, successivamente però la misteriosa infezione colpisce anche gli umani che iniziano a sanguinare senza alcuna apparente spiegazione. Il colpevole è uno strano parassita che si sviluppa in maniera incontrollata e comincia ad aggredire gli esseri umani nutrendosi dall’interno. La piccola città cade così nel terrore.

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“The Bay” è un film che può stupire e da una parte anche deludere chi è alla ricerca del classico horror il cui unico scopo è quello di suscitare brividi e paura a prescindere da qualsiasi significato o non-significato possa avere la storia narrata. Il film di Barry Levinson infatti, fa sì paura, ma in un altro senso, ovvero proprio per ciò che racconta: una catastrofe annunciata (ma tenuta per convenienza ben nascosta dalle autorità) e, in un certo senso, anche possibile.

The Bay è un’angosciosa denuncia pubblica contro lo sfruttamento estremo delle nostre risorse, le aziende avicole che riversano tonnellate di escrementi di polli in acqua, le lobbies industriali che minimizzano i rischi per la salute, ecc.

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Il regista Barry Levinson utilizza la propria competenza in fatto di media per suggerirci riflessioni su tematiche che ci toccano da vicino anche se spesso cerchiamo di rimuoverle dai nostri pensieri. Levinson utilizza tutti i media a disposizione, a partire da Skype (l’orrore di Chesapeake Bay viene raccontato da una giovane apprendista giornalista proprio in un collegamento via Skype), per metterci in allarme fondamentalmente su due argomenti. Da un lato ci suggerisce di pensare a quanto l’inquinamento ambientale (nello specifico si tratta di escrementi di polli di allevamento versati in quantità industriale nelle acque della baia) possa portare ad alterazioni prevenibili con una buona politica ma dagli effetti del tutto imprevedibili se lasciate fuori controllo. Non saranno forse opera di parassiti carnivori come quelli del film ma lo svilupparsi di nuove forme di allergie non è sicuramente frutto del caso. Il film ci ricorda poi che chi ci amministra può ancora propendere per un occultamento della verità finalizzato a non intralciare gli affari. In quel caso, sembra suggerirci Levinson, non c’è Internet o Social network che tengano: i mezzi di comunicazione possono essere ridotti al silenzio e il denaro o la coercizione possono tacitare tutti o quasi.

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Dello spaventoso disastro ecologico della baia di Chesapeake nel Maryland – il più grande estuario degli Stati Uniti – si era consapevoli fin dagli anni Settanta, quando lo stesso Nixon fu costretto ad ascoltare il grido di allarme degli esperti e della popolazione. Quarant’anni dopo, “grazie” alla deregulation voluta da Reagan negli anni Ottanta, che dava facoltà agli industriali di applicare o meno misure antinquinamento alle proprie aziende, la situazione è ormai al collasso e l’interesse pubblico sembra scemare sempre di più: nonostante la mutazione di anfibi e pesci, le morìe della fauna ittica e – non più tardi di 10 anni fa – le improvvise eruzioni cutanee sulla pelle degli incauti bagnanti, tutto continua come al solito.

Ecco allora che a Barry Levinson – che quelle zone le conosce benissimo – viene commissionato un documentario sul caso. Ma di documentazioni (come questa) ne esistono fin troppe e dunque il regista decide di trasformarlo in uno pseudo-horror ecologico.

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Quello che stupisce in “The Bay” è l’assoluta padronanza del genere da parte del regista, che mai prima d’ora si era avvicinato al genere horror, riuscendo lo stesso a generare un’opera ansiogena che gioca con paure ataviche ed eco catastrofismi, passando per celebrazioni animal attack, con parassiti che sbucano dal collo, dalla bocca, smembrano e scompongono l’essere umano.

Se l’appassionato di horror puro può restare spiazzato di fronte a questo film, The Bay piacerà molto a chiunque abbia a cuore la sorte del pianeta e la qualità della nostra vita. Da apprezzare il tentativo e lo spirito con cui il regista usa il cinema di finzione per suonarci la sveglia dal sonno della ragione. Di fatto, dopo aver visto “The Bay” lo spettatore non può non farsi domande quali: è in questa direzione che stiamo andando? Il nostro ecosistema si ribellerà a tal punto contro di noi? E saremo mai avvisati se qualcosa di simile stesse davvero per verificarsi nel nostro Paese o nella nostra città?

 The Bay

Buona visione!

 

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