True Detective [Stagione 2] posted by on 23 giugno 2015

Dal 22 giugno su Sky Atlantic in versione originale. Dal 29 giugno in italiano

True Detective

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Drammatico


TITOLO ORIGINALE: True Detective
PAESE: USA
ANNO: 2014 – in produzione
PRODUZIONE: Anonymous Content
STAGIONI: 2
EPISODI: 8 (16 totali)
DURATA: 60 min.   
IDEATORE: Nic Pizzolatto
CAST: Colin Farrell, Vince Vaughn, Rachel McAdams, Taylor Kitsch, Kelly Reilly, Matthew McConaughey, Woody Harrelson, Michelle Monaghan, Michael Potts, Tory Kittles
In onda da lunedì 22 giugno dalle 03,00 in versione originale su Sky Atlantic
In onda da lunedì 29 giugno dalle 21,00 in italiano su Sky Atlantic

È concepita come una serie antologica, che ad ogni stagione rinnova interpreti e storia. La prima stagione, ambientata in Louisiana, ha per protagonisti Matthew McConaughey, Woody Harrelson, Michelle Monaghan, Michael Potts e Tory Kittles. La seconda stagione, ambientata invece in California, è interpretata da Colin Farrell, Rachel McAdams, Taylor Kitsch, Kelly Reilly e Vince Vaughn.

Stagione 1: Rust Cohle e Martin Hart sono trascinati in un mondo che credevano di essersi lasciato alle spalle quando nel 2012 si ritrovano a rivalutare un caso di omicidio sul quale avevano lavorato insieme diciassette anni prima. Mentre la storia dell’indagine si dipana attraverso il racconto separato dei due ex detective, riaprendo ferite non rimarginate e facendo vacillare la soluzione che avevano supposto, la ricerca del responsabile del bizzarro omicidio dimostra in maniera sempre più chiara come l’oscurità alberghi su entrambi i lati della legge. Stagione 2: Un omicidio bizzarro riunisce tre agenti di polizia e un criminale di professione, ognuno dei quali deve muoversi in una rete di cospirazione e tradimento nei paesaggi ardenti della California. Ray Velcoro è un detective compromesso dell’industriale City of Vinci, nella Contea di Los Angeles. Frank Semyon, un signore del crimine e imprenditore, vede i suoi affari minacciati dall’omicidio del suo socio in affari, mentre sua moglie e più stretto alleato lotta con le sue scelte e le proprie. La detective Ani Bezzerides, sceriffo della Contea di Ventura, è spesso in contrasto con il sistema che serve. Quando Paul Woodrugh, un veterano di guerra e agente in motocicletta, scopre la scena del crimine, innesca un’inchiesta che coinvolge tre gruppi di forze dell’ordine, molteplici collusioni criminali e miliardi di dollari.

Secondo molti, il successo della prima stagione True Detective stava nel fatto che non fosse una “normale” crime o detective story. McConaughey e Harrelson non erano supereroi: non incarnavano il mito machista del poliziotto né erano portatori di messaggi e lezioni morali. La serie era retta in gran parte dall’esplorazione delle debolezze e dell’evoluzione dei personaggi, dovuta soprattutto alla scrittura di Nic Pizzolatto. Nei frequenti dialoghi fra i due protagonisti – presi in giro, da alcuni, per la loro lunghezza e seriosità – l’approccio alla vita diretto e quasi rozzo di Martin si contrapponeva alle riflessioni filosofiche di Rust: in generale, McConaughey e Harrelson sono da allora stati considerati una delle coppie di personaggi meglio assortita nella storia della televisione.


Anche la seconda stagione di True Detective ruoterà attorno a un omicidio, la cui indagine si intreccerà con la storia personale dei protagonisti e quella più superficiale del giro della criminalità organizzata di Vinci, una piccola città fittizia della California. La parte dei due detective che indagano sul caso (che sono tre, se contiamo anche l’agente di polizia interpretato dall’attore canadese Taylor Kitsch) è stata data a Rachel McAdams e Colin Farrell. McAdams è un’attrice canadese da anni nota negli Stati Uniti sia per la sua parte in Mean Girls del 2004 sia per aver recitato in molti film di successo degli anni seguenti, fra cui la serie di Sherlock Holmes e Midnight in Paris. Una cosa notevole: il primo lungometraggio mai girato da McAdms è stato My Name is Tanino, un film del regista italiano Paolo Virzì. Farrell è un volto molto noto del cinema, che negli ultimi anni è tornato a recitare in ottimi film dopo essersi un po’ perso. Vince Vaughn, noto finora per le sue parti in film comici spesso assieme a Ben Stiller e Owen Wilson, interpreta invece l’ex capo di una piccola associazione criminale di Vinci.


“Una volta non c’era che oscurità. Per come la vedo io è la luce che sta vincendo”. Rust e Marty sono fianco a fianco, nel parcheggio di un ospedale, al buio della sera e con lo sguardo rivolto al cielo. La voce del primo è roca, bassa; quasi sibilante. Il viso del secondo è una maschera spigolosa avvolta nella penombra. Finiva così la prima stagione di True Detective: una stagione ricca di colpi di scena; una stagione intensa, coinvolgente e incredibile sotto ogni punto di vista – rivoluzionaria, a modo suo.

Mentre la prima stagione aveva un’ambientazione gotico-sudista, in questa ci troviamo di fronte a un noir californiano: e in entrambe le stagioni il paesaggio recita una parte attiva. Con la regia di Justin Lin – al contrario di quanto avvenuto con Fukunaga nella prima stagione, in questa ci saranno più registi all’opera – la topografia della California viene estesamente esplorata come se fossimo a bordo di un’auto da corsa: dai paesaggi aridi a quelli lussureggianti, passando per quelli industriali e costieri, con un’enfasi sulle vedute aeree e i tagli disegnati sulla terra dalle autostrade.

La narrazione si tiene su un andamento lento, ponderato – ma si fa, in qualche modo, più distesa. I protagonisti sono avvolti da uno spesso strato di grigiore in cui non esistono né giusto né sbagliato.

La trama, contrariamente alla prima stagione, è più semplice ed essenziale; è un giallo: un uomo, un consigliere comunale, è morto e sia i tre poliziotti che Frank vogliono sapere chi è stato. Tre distretti, tre poliziotti. La ruota che gira e la soluzione che, anziché avvicinarsi, si fa sempre più lontana e meno chiara.

È un gioco al massacro: psichico, più che fisico. È letteratura pura applicata alla televisione. Niente è come sembra. La musica, le donne, l’alcol: è un mondo, quello di True Detective, così marcio da sembrare vero – possibile, addirittura. L’unica certezza è che bene o male non esistono. O forse sì, ma sono così simili, così vicini tra loro, che è quasi impossibile distinguerli.

Un romanzo che sa di film, e un film che sa di pièce teatrale. Vi coinvolgerà, più – e forse meglio – della prima stagione. E rimarrete incollati allo schermo, puntata dopo puntata. Alla fine, ne vorrete ancora. È questo il segreto del successo di True Detective: farsi irresistibile, nonostante la sua complessità e i suoi personaggi morbosi.

 

La serie, ordinata ufficialmente da HBO nell’aprile del 2012, è stata creata da Nic Pizzolatto. Quest’ultimo è inoltre l’autore di tutti gli episodi della serie.

Le musiche della serie sono composte da T Bone Burnett. Il brano della sigla iniziale della prima stagione è Far From Any Road del gruppo The Handsome Family. Nella seconda stagione, invece, la sigla d’inizio è accompagnata da Nevermind di Leonard Cohen.

La prima stagione di True Detective ha ricevuto ampi consensi da parte della critica.

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