Ricette di Natale posted by on 18 Dicembre 2012
Ho cercato per voi alcune ricette classiche o tradizionali della cucina italiana per il Cenone o il Pranzo di Natale.

L’insalata russa è un antipasto freddo, costituito da piccoli pezzetti di verdure lessate legate insieme dalla maionese. L’insalata russa è un piatto di origine russa preparato di solito per le occasioni speciali, come il Natale, nel tempo la ricetta originale si è modificata e ne esistono diverse varianti locali. Questa prevede l’aggiunta dei sottaceti e le e le olive verdi, le verdure risultano belle croccanti e per quanto riguarda la scelta dei piselli vi consiglio i freschi o in alternatriva quelli surgelati perchè quelli già lessati sono davvero troppo morbidi e acquicci

Ingredienti per 4 persone:

250 gr di patate
100 gr di carote
100 gr di piselli
100 gr di sottaceti
50 gr di olive verdi
250 gr di maionese
1 uovo

 

Lavate e pelate le patate e le carote e tagliatele a dadini e mettete in 2 ciotoline separate,in una terza ciotolina mettete i piselli sgranati

Fate lessare separatamente le carote , le patate e i piselli in acqua bollente e salata.
Le verdure devono essere belle croccanti, io ho seguito questi tempi:le patate circa 5/7 minuti, le carote 7 minuti, i piselli 5 minuti dal momento dell’ebollizione.
Scolate per bene le verdure, mettetele in una ciotola e lasciatele raffreddare.

Nel frattempo preparate l’uovo sodo e una volta raffreddato tagliatelo a pezzetti e mettetelo da parte
Tagliate i cetriolini sott’aceto a dadini e le olive verdi private del nocciolo a pezzettini

Versare i sottaceti e le olive nella ciotola con le verdure ormai fredde, mescolate ed eventualmente, aggiustate di sale

Aggiungete ora i 2/3 della maionese e mescolate

Disporre l’insalata russa in un piatto da portata

Ricoprire con la restante maionese e decorare l’insalata russa con le fettine di uova sode e qualche oliva.
Mettere in frigo a raffreddare per almeno 1 ora prima di servire

 

 

Le acciughe al verde, in piemontese “anciove al verd”, sono un antipasto tipico del Piemonte, preparato in varie occasioni e durante i pranzi delle festività natalizie. Perfette per chi ama il pesce marinato in generale, e in particolare i sapori decisi anche a base di aglio, le acciughe al verde sapranno stupire i vostri commensali donando alla tavola un tocco di colore,  di originalità e sicuramente di gusto. E poi si sa, le acciughe o alici, sono dei pesci molto economici che  appartengono alla grande famiglia dei pesci azzurri. Grande sapore quindi e soprattutto grande beneficio per la salute.

 

Ingredienti:  (dosi per 6 persone)

 

2 etti di acciughe sotto sale
1 mazzo di prezzemolo
1 spicchio d’aglio
1 peperoncino piccante (facoltativo)
1 bicchiere di olio di oliva
1 cucchiaio di aceto
la mollica di un piccolo panino

 

Dividere in filetti le acciughe avendo cura di togliere la lisca, pulirle del sale passandole velocemente, una per una, in una bacinella con acqua e aceto, quindi asciugarle bene.
Pulire il prezzemolo, eliminare e gambi e tenere solo le foglioline.
Aprire o spicchio d’aglio, togliere “l’anima” (cioè il germoglio centrale, che lascia l’odore più persistente).
Fare un trito finissimo con il prezzemolo e l’aglio, aggiungere l’olio d’oliva, la mollica di pane intrisa nell’aceto e far amalgamare il tutto fino ad ottenere una specie di crema.
Aggiungere il peperoncino (lasciato intero).
Disporre le acciughe in un contenitore o in un piatto fondo e versarvi il bagnetto verde, facendo attenzione che ne siano interamente ricoperte.

“U Sfinciuni” è un tipico piatto palermitano, caratteristico del periodo natalizioPietanza povera, nasce dalla necessità di non presentare, per le feste, il solito Pane, ma qualcosa di diverso, in una veste intonata alla circostanza.  

A Bagheria è il tradizionale piatto principale del menù che si prepara il giorno prima di ogni festa natalizia (Immacolata, Natale, Capodanno ed Epifania). La preparazione di questi sfincioni avveniva esclusivamente in questo periodo, tranne,  quando ci si preparava per la festa del fidanzamento, il cosiddetto “appuntamientu”, che avveniva in casa della promessa sposa.

 

Per la pasta:

500 grammi di farina rimacinata (di grano duro)
500 grammi di farina 0 (ancora meglio farina manitoba)
mezzo litro di acqua tiepida
20 grammi lievito di birra
1 cucchiaio di zucchero
½ di bicchiere d’olio
20 grammi di sale

Per il condimento:

500 grammi di pomodoro pelato a pezzettoni
6 sarde salate (sciacquate dal sale oppure sarde sott’olio)
300 grammi caciocavallo fresco (da mangiare)
300 grammi caciocavallo semistagionato grattugiato a filetti
Sale q.b
Origano fresco
2 mazzetti di cipolla scalogno

Procedimento per la pasta: Mettere le farine setacciate sulla spianatoia e aggiungere il lievito sminuzzato a pezzettini con lo zucchero.
Aggiungere poca acqua tiepida, impastando con i pugni, finché il composto risulti abbastanza compatto. A questo punto cominciare ad aggiungere piccole dosi di sale sulla spianatoia assieme a poca acqua tiepida. Impastare, sempre con i pugni, aggiungendo poco per volta l’olio e rigirare la pasta su stessa fin quando non si ottiene un impasto morbido,  elastico e ben amalgamato. A questo punto si noteranno le bollicine di lievitazione. Porre l’impasto in una ciotola oliata, tagliare la superficie con due tagli incrociati ricoprire la ciotola con pellicola, metterlo in un luogo tiepido coperto con un panno di lana e lasciarlo lievitare per due ore (deve raddoppiare il volume).
Subito dopo aver riposto il composto a lievitare, preriscaldare il forno a 250/300 gradi.

Procedimento per il condimento: Mettere i pelati  in una ciotola e condirli con sale, pepe, cipolla (se usate la cipolla scalogna tagliarla a filetti, se invece usate un altro tipo di cipolla tagliarla sottilissima e metterla a bagno, per circa venti minuti, con acqua e sale, quindi strizzarla e unirla ai pelati), olio abbondante, origano e, se volete, due cucchiaini di zucchero per togliere l’acidità del pomodoro.

Oliare la teglia, spolverarla di pangrattato, stendervi la pasta (deve essere circa un centimetro d’altezza). Cospargervi sopra le sarde salate a pezzettini, il caciocavallo fresco tagliato a quadrotti (dallo spessore di circa ½ centimetro). Con un mestolo ricoprire lo sfincione con il condimento preparato precedentemente. Spolverare con il caciocavallo grattugiato e infine con il pangrattato. Pressare leggermente con un cucchiaio in modo che il pangrattato assorba l’umido del condimento (e quindi non si bruci). Irrorare  con un filo d’olio e lasciare lievitare per almeno ½ ora, quindi infornare per circa venti minuti controllando le fasi di cottura.
Servire caldo spolverando con origano fresco. È  buonissimo anche tiepido o freddo.

La minestra maritata (A’ menesta maretata) detta anche pignato grasso, è un tipico piatto di origine campana, in genere preparata secondo la più stretta tradizione napoletana per pranzi festivi quali Natale e Pasqua.

La dicitura maritata deriva dal fatto che gli ingredienti di carne e verdura, si “maritano” partecipando insieme alla minestra. La ricetta nel corso degli anni è stata notevolmente rimaneggiata eliminando o modificandone gli ingredienti che sono sempre più rari da reperire in commercio. Durante le festività tradizionali, tuttavia, nei mercatini rionali di Napoli ancora si possono acquistare le verdure tipiche per preparare la minestra maritata, che sono tipicamente cicoria, piccole scarole (scarulelle), verza e borragine, che ne conferisce una nota amarostica. In qualche variante si usa anche la catalogna (in napoletano: puntarelle). La carne è tipicamente di maiale, con tracchie, salsicce e altri tagli.

Ingredienti:

1 verza
200 gr di broccoletti
200 gr di broccoli neri
200 gr. di  spinaci
1 cespo di cicoria
100 gr di cotica di maiale
50 gr di pancetta
200 gr di costine di maiale
100 gr di salsiccia di maiale
50 gr di caciocavallo stagionato
qualche crosta di parmigiano (opzionale)
un osso di prosciutto con un po’ di carne (opzionale)
1 peperoncino rosso
1 spicchio d’aglio
1 mazzetto aromatico (prezzemolo, timo, alloro)
1 cipolla
sale

La ricetta in fondo è  semplice anche se richiede più di 2 ore di preparazione.
Naturamente non è necessario che utilizziate tutti gli ingredienti e, allo stesso tempo, potete aggiungerne in base al vostro gusto personale.

Lavate e tagliate le verdure ad eccezione della cipolla, dell’aglio e del mazzetto di odori.
Tagliate a pezzi la cotica e la pancetta.
Fate cuocere nella stessa pentola la cotica, la pancetta, le costine di maiale (tracchiolelle), l’eventuale osso di prosciutto di maiale, la cipolla, l’aglio e il mazzetto aromatico.

Aggiungete 1,5 Lt. d’acqua, salate e portate a ebollizione, quindi proseguite la cottura a fuoco lento per 2 ore.

Togliete le costine dalla pentola e tagliatele a piccoli pezzi.

Per sgrassare il brodo, eliminate durante la cottura la schiumetta che si forma in superficie. Se invece avete tempo a vostra disposizione preparate il brodo con molto anticipo e fatelo raffreddare. La parte grassa tenderà ad addensarsi in superficie e non dovrete fare altro che toglierla con un mestolo o un cucchiaio. In ogni caso assaggiate il brodo solo dopo aver aggiunto i pezzi più grassi e, all’occorrenza, regolate di sale.
Trascorse le 2 ore di cottura il brodo sarà pronto.

Filtrate il brodo e rimettetelo in pentola con la carne, unite la salsiccia intera e portate nuovamente a ebollizione.
La tradizione vorrebbe che si usasse la “nnoglia” (salsicciotto di intestini di maiale salati) ma data la sua difficile reperibilità sul mercato, potrete usare la salsiccia normale.

In un’altra pentola fate cuocere, in poca acqua salata, le verdure per 10 minuti.
Scolatele e aggiungetele al brodo e alla carne; unite il caciocavallo tagliato a dadini e il peperoncino.

Fate cuocere per ulteriori 10 minuti e fatela riposare per almeno mezz’ora.
Servite la minestra con fette di pane tostate.

Eventualmente potete aggiungere anche un po’ di formaggio grattugiato (meglio se pecorino).

 

Il tortellino è una pasta all’uovo tipica della cucina emiliana, specialmente in occasione delle festività natalizie. La forma ricorda un piccolo anello che la tradizione associa all’ombelico di Venere, ed il ripieno è un misto di varie carni con prosciutto, mortadella, uovo, parmigiano e noce moscata. Il più fedele compagno del tortellino è il brodo di cappone, almeno nella ricetta tradizionale. Il cappone è un gallettino nato tra aprile e maggio e castrato ad agosto, quando pesa circa un chilo e mezzo. A Natale ha raggiunto il peso giusto, tra i quattro e i sei chili. Se il cappone, o la gallina, non c’è può prendere il suo posto anche un brodo di manzo. L’essenziale è che il brodo sia a base di carne (con parti grasse e magre in egual misura) e di aromi (sedano, cipolla, carote e prezzemolo).

Ingredienti

800 gr. farina 00
9 uova
150 gr. polpa di maiale
150 gr. polpa di vitello
100 gr. salsiccia
100 gr. prosciutto crudo
50 gr. mortadella
150 gr. parmigiano reggiano grattugiato
2 cucchiaio pangrattato
30 gr. burro
sale
noce moscata

Fatevi macinare 2 volte dal macellaio il vitello, il maiale e la salsiccia. A parte tritate il prosciutto e la mortadella. Fate sciogliere il burro in una padella e unitevi la carne macinata. Fatela cuocere per qualche minuto, a fine cottura salatela, poi scolatela dall’acqua che inevitabilmente il macinato ha fatto nella cottura e lasciate raffreddare.
Preparate il ripieno: in una ciotola versatevi la carne macinata cotta, il prosciutto e la mortadella crudi, il parmigiano, il pane grattugiato, un uovo, aggiustate di sale e spolverizzate con pochissima noce moscata grattugiata, mescolate bene l’impasto e mettetelo in frigorifero.

Preparate la pasta: Setacciate con cura la farina sulla spianatoia, formate la classica fontana, quindi mettetevi al centro le uova e un pizzico di sale.Sbattete con una forchetta le uova, quindi iniziate a incorporare la farina con la punta delle dita, partendo dai bordi della fontana. Lavorate con le mani il composto per 15-20 minuti, amalgamando bene gli ingredienti e avendo cura di cospargere di tanto in tanto la spianatoia con un poco di farina. Continuate in questo modo fino a ottenere un impasto sodo e omogeneo, poi, quando nella pasta iniziano a vedersi delle bollicine, raccoglietela formando una palla. Lasciatela riposare in una ciotola per mezz’ora.

Ora la sfoglia può essere tirata a mano con un matterello, oppure con la macchina elettrica. La sfoglia deve essere sottile e va tagliata a quadretti di 3-4 cm.

Ponete al centro di ogni quadrato di pasta un po’ di ripieno prima preparato, poi piegate la pasta a triangolo facendo aderire bene gli orli. Dopo aver stretto tra il pollice e l’indice di entrambe le mani gli angoli del lato più lungo, fate ruotare con la mano destra il triangolo di pasta intorno all’indice della mano sinistra, poi riunite i 2 angoli e stringeteli fino a farli combaciare, procedete così fino ad esaurimento degli ingredienti.

Colate il brodo, quando bolle buttatevi i tortellini, fateli cuocere alcuni minuti, circa 5 (ma dipende anche dallo spessore della pasta). Serviteli in brodo e spolverizzateli di parmigiano grattugiato.

Elemento imprescindibile per la buona riuscita del brodo è il tempo. Perché sia degno dei tortellini che vi si immergeranno, il brodo deve stare sul fuoco quattro ore o giù di lì. E va sgrassato di frequente, eliminando il grasso che sale in superficie e la schiuma che si va formando. Per potersi dichiarare ben sgrassato, il brodo dovrà anche  passare per un colino fitto, o per un panno  umido ben strizzato. Per un buon  tortellino il parmigiano è essenziale. E chiaramente di tratta del parmigiano reggiano, meglio se stagionato. I tortellini si possono anche preparare prima e congelare. Per congelarli ben separati, è meglio prima disporli su di un vassoio in orizzontale per un’oretta nel freezer, e poi una volta congelati, possono essere racchiusi in sacchetti. Vanno buttati nel brodo bollente (in nessun caso nell’acqua bollente) ancora congelati.

 

Un piatto molto corposo e gustoso è sicuramente lo stinco di maiale al forno con le patate.

Questo piatto unico è un classico nelle tavole italiane durante il Natale e rende tutti sempre molto soddisfatti.

Ingredienti:

stinco di maiale (uno per ogni commensale)
patate (una o due per ogni commensale)
rosmarino, salvia, alloro, aglio
olio, sale, pepe e un bicchiere di vino bianco

Tempo necessario 2 ore e mezza.

Fate rosolare lo stinco in una padella con olio, un paio di spicchi d’aglio schiacciati, salvia, rosmarino e alloro nel frattempo accendete il forno che andrà in temperatura (180°C).

Una volta che lo stinco sarà bello rosolato (ci metterà una ventina di minuti al massimo), sfumate con un bicchiere di vino bianco.
Adesso mettiamo lo stinco in una casseruola con olio, sale e pepe a piacere…eventualmente bagnate ancora con un po’ di vino bianco e infornate il tutto (il forno sarà a 180°C) per un paio d’ore ( il tempo di cottura è indicativo perché varia secondo le dimensioni degli stinchi, per questo, prima di spegnere il forno, controllate che siano effettivamente cotti e in caso contrario prolungate la cottura).

Pelate le patate e tagliatele a cubetti…le aggiungerete nella casseruola quando mancherà un’ora alla fine della cottura dello stinco ricordandovi di girarle ogni quindici minuti circa.

 

Per tradizione, soprattutto nel sud Italia, non può mancare il capitone (anguilla) fritto, in umido arrosto, marinato, allo spiedo.

Ingredienti:

capitone da 1 kg
aglio
olio di oliva
aceto
prezzemolo tritato
foglie di alloro
sale e pepe

Pulire e tagliare il capitone a pezzetti.

Laveteli, asciugateli e strofinateli con l’aglio.
Infilfate i pezzi di pesce negli spiedini e alternateli con le foglie di alloro.
Mettete gli spiedini in una terrina e bagnateli con olio e aceto, salate e pepatee lasciate a marinare circa un’ora.
Cuocete il capitone alla griglia girando spesso gli spiegini e bagnandoli con un rametto di prezzemolo intinto nella marinata.

 

 

Un tipico piatto del Menu della vigilia di Natale è il Baccalà in umido.
Piatto povero, ma ricco di sapori e aromi marini.

 

Ingredienti

1 kg di baccalà
500 g di pomodori freschi
1 dl olio extravergine d’oliva
150 g di olive
30 g di capperi
un pizzico di origano
prezzemolo tritato q.b.
sale e pepe q.b.

Sciacquate il baccalà. Sminuzzatelo a pezzi di circa 6 cm. Passatelo nella farina. Fatelo friggere. Passatelo su carta da cucina in modo da levare l’olio in eccesso. Adagiatelo in una pirofila da forno. Preparate in un tegame un soffritto di aglio. Levate lo spicchio non appena avrà preso colore. Unite i pomodori e insaporite con una parte del prezzemolo. Aggiungeteci le olive prive del nocciolo e i capperi. Cucinate la salsa per 20 min. circa. Stendetela sul baccalà. Passate in forno non troppo caldo per un quarto d’ora. Velate con il restante prezzemolo un attimo prima di portarlo in tavola.

 

Grande classico del pranzo di Natale, il cappone ripieno è un piatto tipico della tradizione lombarda.

Il cappone è un pollo castrato verso i 6-7 mesi di vita e messo all’ingrasso.

Ingredienti

1 cappone
250 g di salsiccia fresca
40 g di mollica di pane ammollata nel latte
1 uovo
100 g di parmigiano grattugiato
1 cipolla dorata
60 g di burro
1 bicchierino di Porto
1 mela renetta
50 g di castagne cotte
4 fichi secchi
3 prugne secche
olio extravergine di oliva q b
1 mazzetto di salvia e rosmarino
mezzo bicchiere di vino bianco secco
sale e pepe q b

Sbucciare la cipolla e tagliarla a fettine sottili. In una padella antiaderente sciogliere 30 g di burro e rosolare la cipolla a fuoco dolce, poi, una volta intenerita regolate di sale, sfumare con il Porto. Continuare la cottura fino a che il composto risulti sciropposo. In una terrina raccogliere la salsiccia privata dalla pelle, rompere le uova, unire la mollica ben strizzata, il parmigiano grattugiato e la cipolla stufata. Regolare di sale e pepe e preparare una polpetta dell’’impasto da far rosolare per regolarne il sapore; ricordare che la frutta tende ad addolcire la farcia. Unire all’ impasto la frutta tagliata a pezzetti, mescolare il tutto con le mani e tenere da parte. Svuotare il cappone delle interiora, lavare ed asciugare il suo interno, quindi salare e pepare. Riempire la cavità con il ripieno e chiudere il tutto cucendo l’apertura con filo da cucina o con uno stecchino. Legare il cappone con alcuni giri di spago quindi metteterlo in una casseruola che lo contenga bene con il resto del burro e un filo d’olio, unire gli aromi, salare la carne e infornate a 170 C . Fate cuocere per 1 ora circa (dipende dal peso del cappone, se grosso anche un ora e mezza), avendo cura di bagnare spesso il volatile con il suo sugo di cottura. Servire l’arrosto con del purè di patate bianche.

 La tradizione trentina vuole che, il giorno di Natale, chi si siede in tavola trovi ad aspettarlo un filante piatto di Canederli .o Knödel detto alla Trentina

I canederli, non sono altro che palline di pane farcite con speck o formaggio cotte nel brodo di carne, che spesso vengono paragonati a degli gnocchi.
Per quanto riguarda le origini di questo piatto, possiamo dire che sicuramente i canederli sono una ricetta antichissima di derivazione contadina.

Ingredienti

250 g di pane raffermo. Si usa pane bianco (panini, rosette con la crosta) tagliato a dadini di circa mezzo cm di lato.
150 g di Speck dell’Alto Adige con la sua parte di grasso, tagliato a dadini fini di 2-3 mm di lato, tenendo presente che se sono troppo grossi compromettono la tenuta del Knödel
2 uova
1/4 di latte
1 cucchiaio di cipolla, tritata finemente
1 cucchiaio di burro
2 cucchiai di prezzemolo tritato
1 cucchiaio di erba cipollina tritata
farina, la minor quantità possibile, non oltre 30 grammi
sale e pepe

Rosolare la cipolla nel burro ed aggiungere lo Speck. Mescolare cipolla e Speck in un recipiente con il pane. Sbattere le uova, aggiungere il latte, il prezzemolo e l’erba cipollina. Pepare e salare con moderazione stante la presenza dello Speck. Mescolare con cautela l’impasto e lasciare riposare per 15 minuti o poco più. Aggiungere un po’ di farina; la quantità deve variare a seconda della consistenza del pane bagnato e può essere valutato nella giusta misura solo con l’esperienza; in genere uno o due cucchiai di farina devono essere sufficienti. La farina può essere ulteriormente diminuita e persino eliminata, specialmente se si usa latte caldo.
Formare con le mani i Knödel nella forma di palle di diametro di circa 5-6 cm. Sia in questa fase che nella precedente è importante che il pane venga lavorato con delicatezza in modo che non si spiaccichi ma conservi la sua struttura porosa. Il Knödel non deve essere né asciutto né molle. Se è troppo molle, non rassodare con farina ma con il pangrattato.
Il Knödel (anche quello da servire poi in brodo) va messo in acqua salata bollente e poi cotto per 15 minuti circa al minimo bollore.

 

 

 Nella tradizione romana, per la vigilia di Natale si usa fare il fritto misto di verdura con la pastella, si può servire sia come antipasto che come contorno, naturalmente non deve mancare il broccolo romano. Con la stessa pastella si possono fare anche altri tipi di verdure (cavolfiori, finocchi, carciofi, zucchine, funghi, anelli di cipolla, ecc… ). Il trucco è sempre quello di friggere i pezzi di verdura poco per volta per evitare che si attacchino fra loro.

 

Ingredienti

200 g di farina 0
il succo di un limone
1 cucchiaino di lievito in polvere per salati
270 ml (circa) di acqua frizzante gelata
sale e pepe

Lavate la verdura, dividete il broccolo a cimette, il finocchio e la patata a fette non troppo sottili. Mescolate con una frusta, la farina con il lievito, sale, pepe, il succo di limone e l’acqua, fate una pastella fluida e avvolgente senza grumi. Fate riposare in frigorifero. Mettete una padella a bordi alti con abbondante olio, aspettate che sia ben caldo (180°), immergete i singoli pezzi  prima nella pastella poi nell’olio, fateli dorare da ambo le parti, sgocciolateli con un mestolo forato e fate assorbire l’eccesso d’unto nella carta assorbente da cucina, servitele calde. Se le preparati un pò in anticipo (non troppo), riscaldatele in forno prima di servire.

Tipica portata in uso a Napoli durante il cenone della Vigilia di Natale, il pranzo natalizio ed i pranzi di tutte le altre festività natalizie ed affini.

Questa gustosissima pietanza è così chiamata a Napoli in quanto pietanza servita originariamente durante il cenone della Vigilia di Natale, cenone notoriamente di magro, che anche quando comportasse pantagrueliche portate di pesce, si riteneva dovesse esser rafforzato con questa insalata, mancando in tavola carni e /o prodotti caseari.

Ingredienti e dosi per 6 persone

1 grosso cavolfiore
1 cespo di scarola riccia (consigliato, ma non obbligatorio…)
200 gr di olive nere di gaeta denocciolate
200 gr di olive bianche denocciolate
200 gr di papaccelle ricce (tipici peperoni campani rossi e tondi.) o in alternativa 1 confezione di sottaceti misti
1 confezione di acciughe sott’olio
½ bicchiere d’olio d’oliva extravergine
½ bicchiere d’aceto di vino bianco
sale q.b

Mondare il cespo di scarola, lavarlo, spezzettarlo a mano e sistemarlo in una capace insalatiera. Mondare il cavolfiore, lavarlo, dividerlo in cimette e lessarle in abbondante acqua salata, badando che non diventino molli, ma restino croccanti ; prelevare le cimette bollite con una schiumarola forata e sistemarle in un piatto perché si raffreddino, indi sistemarle in un’insalatiera o  unirle alla eventuale  scarola spezzettata  nell’insalatiera; in ogni caso (ci sia o non ci sia la scarola) rimestare delicatamente condendo prima con tutto l’aceto e poi con l’olio ed aggiungendo le olive nere e verdi, le papaccelle (private del torsolo, semi e tagliate a spicchietti) o i sottaceti ed i filetti d’acciughe e pochissimo sale; lasciar riposare due ore prima di servire; è un’insalata che a mano a mano che viene servita può, nei giorni successivi essere rimpolpata degli ingredienti consumati: bisogna però fare attenzione a consumare prima le cimette di cavolfiore che, a malgrado dell’aceto, possono rovinarsi facilmente compromettendo tutta la bontà della pietanza!

Questa ricetta, tipicamente Siciliana, è particolarmente delicata e gustosa, ed è ideale da proporre sotto il periodo natalizio, per dare un tocco di orginalità ed eleganza alla tavola, ma la si può gustare comunque per tutto il periodo in cui si trovano le arance sul mercato.

Ingredienti

4 Arance  tipo sanguinelle
1/2 Cipolla di tropea o un cipollotto
3-4 cucchiai Olio di oliva extravergine
12 Olive nere
Pepe q.b.
Sale q.b
Per preparare l’insalata di arance, lavate le arance e sbucciatele a vivo (eliminando la pellicina bianca esterna). Una volta che avrete sbucciato le arance, tagliatele a fettine alte circa 1 cm (o se preferite a tocchetti), e riponetele su di in un piatto da portata, eliminando gli eventuali semi.
Mondate la cipolla rossa (o il cipollotto), affettatela finemente e riponetela in una ciotola (se volete addolcirla, lasciatela in ammollo in abbondante acqua fredda per almeno 10 minuti, poi scolatela e asciugatela per bene). In una terrina a parte, sbattete con una forchetta l’olio, il sale ed il pepe, creando un’emulsione. Mettete in una ciotola le fette di arance, la cipolla, unite le olive e condite il tutto con l’emulsione di oilo, sale e pepe: lasciate riposare l’insalata di arance così condita per 10 minuti a temperatura ambiente e poi servite.
L’insalata di arance la si può servire come antipasto, o come contorno, ed è ideale per piatti di carni grasse, come le puntine di maiale arrosto e la salsiccia fritta. Dovete sceglierle quindi non troppo dolci, ma piuttosto acidule.

 

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